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L’infamia sulle pensioni del governo Monti e quelle insopportabili lacrime di Elsa Fornero

 

Lo confessiamo. Almeno all’inizio e per qualche giorno, quella combriccola di professoroni universitari, economisti, analisti del Welfare che formavano la nuova compagine governativa ci era sembrata un’immagine degna di un Paese che non voleva morire berlusconiano. Certo, di fronte al precedente governo, quelle figure anche un po’ buffe (Piero Giarda ha due orecchie che lo fanno somigliare ad un personaggio di “Star Trek”) facevano e fanno un figurone, sono autori di dotti saggi, di raffinate analisi e modelli econometrici, di pungenti editoriali sul “Corriere della sera”, come nel caso di Mario Monti, a volte perfino illuminati da un certo, per quanto vago, spirito progressista. Insomma, il massimo che si poteva ottenere in questo periodo da una Italia pasticciona e protofascista, che ha consentito ad un personaggio come il magnate di Arcore di fare il bello e cattivo tempo per ben diciassette anni, pensando ai suoi esclusivi interessi imprenditoriali.

Poi, la sera di domenica, di fronte alle lacrime di Elsa Fornero e alla constatazione che quei ministri prendevano letteralmente i soldi da pensionati che guadagnano 950 euro al mese per rimpinguare le casse dello Stato abbiamo rapidamente fatto marcia indietro, sconfessando la nostra inopinata indulgenza e collocando nel giusto posto un governo di tecnocrati, fintamente solidali ma in realtà solerti continuatori di una linea di violento attacco alle fasce più indifese della popolazione italiana.

Già, perché la decisione di non rivalutare quelle pensioni per due anni (2012-2013), consentendo una diminuzione del valore reale del potere di acquisto delle pensioni del 10% (che è molto di più a causa di un’inflazione reale più alta di quella misurata dall’Istat) è un vero e proprio atto criminale. Elementari principi di giustizia sociale avrebbero dovuto spingere il signor Monti – che ogni domenica ascolta la Santa Messa insieme alla sua altrettanto devota consorte – a decuplicare la patrimoniale sui capitali scudati (ai quali viene applicato un ridicolo 1,5%) e perfino un contributo straordinario sui redditi, con modalità progressive, tutto sarebbe stato meglio che quella decisione accollata sulle spalle di chi non può più scioperare, il popolo dei pensionati ai quali i solerti esecutori di queste decisioni iperliberiste tolgono qualsiasi aspettativa per il futuro. E così, anche quelle lacrime di Elsa Fornero sono apparse del tutto fuori luogo: il pianto di un coccodrillo, insomma, dopo aver partecipato al fero pasto.

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