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Manovra economica. Scioperano anche Bonanni-Angeletti, questa sì che è una notizia

 

Chi lo avrebbe mai detto che il buon Raffaele Bonanni e l’ottimo Luigi Angeletti, con la caduta del governo Berlusconi, sarebbero tornati a fare i protestaioli, a scendere in piazza, insomma ad esercitare il loro mestiere di sindacalisti?

Sembra incredibile, ma la notizia del giorno è che Cgil-Cisl-Uil, come ai vecchi tempi dei governi democristiani, tornano uniti in piazza lunedì 19 per lo sciopero unitario di tutte le categorie di dipendenti statali. I giudizi sulla manovra economica del governo Monti è infatti senza possibilità di appello da parte della nuova “triplice”: è iniqua e non risponde a quei pilastri gridati ai quattro venti da Mario Monti: crescita, equità, rigore.

Tutto giusto, anzi giustissimo. Ci chiediamo però a che cosa sia dovuto questo cambiamento a 360 gradi dell’atteggiamento di Cisl e Uil rispetto al governo. Quando a Palazzo Chigi sedeva il più impresentabile presidente del Consiglio della storia dell’Italia unita e il più inadatto ministro dell’economia, che non a caso ha contribuito grandemente a lasciare il nostro Paese sull’orlo del baratro, il duo Bonanni-Angeletti non ha proclamato un nanosecondo di sciopero, nonostante che le manovre economiche abbiano colpito sempre e comunque lavoratori statali e dipendenti privati, cioè il cuore dei loro iscritti. Le precedenti manovre del terribile Tremonti non solo hanno bloccato la contrattazione dei dipendenti pubblici ma li ha del tutto privati degli automatismi stipendiali, condannando i loro salari reali ad una drammatica stagnazione in un periodo di inflazione crescente eppure dalle loro voci non si è levato alcun proclama ed alcuna protesta. Anzi, Bonanni accompagnava l’intimo amico Tremonti in tour propagandistici sui vagoni di Trenitalia e lo invitava alle sue assemblee come se si trattasse del più fidato amico del lavoratori e non, invece, del più fedele assertore dei diritti dei proprietari di capitali scudati e condonati.

Insomma, una volta sparito Berlusconi, Cisl e Uil sono scesi nuovamente sul terreno di lotta in modo perfino imbarazzante, visto che la criminale decisione di deindicizzare le pensioni stava già in un provvedimento del loro beneamato governo degli incapaci, ripreso tale e quale da Mario Monti e dalla piagnucolante Elsa Fornero. E il bello è che erano loro ad accusare la Cgil e la Fiom di essere sindacati “politici”, quindi antiberlusconiani a prescindere. Loro, sempre a prescindere, seguivano il fiuto di Tremonti. I risultati si sono visti.

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