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Grazie a Casini adesso le famiglie italiane sono più tranquille, ma a parole

ROMA – Certo che i politici italiani sono sempre più convinti di  essere immersi consapevolmente nella realtà che li circonda. Invece, troppo spesso, è esattamente il contrario, specie quando  si parla di famiglia.

Infatti, lo si faccia con coscienza laica o cattolica bisognerebbe sempre stare attenti a quello che si dice o almeno sarebbe il caso di spogliarsi con umiltà degli abiti del politichese e viverla questa benedetta famiglia abbandonata alla sorte del destino.
Insomma sarebbe il caso abbassare lo sguardo verso quelle famiglie –  che rappresentano il cuore del Paese – un tempo considerate “la classe media”, e oggi in molti casi, sulla soglia della povertà e non solo per il tempo di fare qualche battuta ad effetto, ma viverle in tutte le loro quotidiane difficoltà.

Si scoprirebbe una realtà assai diversa, altri bisogni, altre verità. Lo sanno bene le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, due occhi  vigili per contrastare gli insinuosi inganni della vita moderna.
E per loro la manovra del governo Monti si traduce semplicemente come una nuova stangata, le cui ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro a famiglia. Ma non è tutto. Perchè, se la matematica non è un opinione, le due associazioni hanno calcolato che sommando anche le misure del governo precedente di Silvio Berlusconi si arriva alla cifra di 3.160 euro a nucleo familiare, con un impatto sulla capacità di consumo pari al 7,6% annuo. Il che significa meno potere d’acquisto per gli anni a venire. Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno). Per quanto riguarda invece le imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%. Il totale ammonta così a 1.129 euro l’anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro. Pesante sarà anche l’impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6% annuo. Secondo le due associazioni, quindi, «una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza”.

Forse a qualcuno è sfuggito questo importante passaggio, come l’onorevole Pierferdinando Casini, il quale ha placidamente detto: “La Manovra di Monti è  una manovra d’emergenza varata in condizioni difficili che lascia l’amaro in bocca a tanti italiani, ma afferma un principio fondamentale: in Italia il nucleo familiare conta qualcosa”. Questo ha detto il leader dell’Udc Casini, che poi ha aggiunto: “C’è un primo segnale concreto alle famiglie. Sono d’accordo con Monti, non sono stati colpiti i soliti noti ma molti ceti e redditi prima esentati”. Un affermazione che lascia alquanto spiazzati. Insomma adesso che l’ha detto casini stiamo tutti più tranquilli.

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