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Pronto il rientro di Giulio Tremonti. Sta studiando il prossimo disastro economico

 

Mentre il principale responsabile del disastro economico italiano, Giulio Tremonti, scrive libri e medita il passaggio armi e bagagli alla Lega di Umberto Bossi, Mario Monti annuncia la “fase due” della sua azione di politica economica, che consisterebbe in nuove “lenzuolate” alla Bersani, cioè le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro.

Approvata definitivamente una manovra economica giudicata giustamente da Susanna Camusso “sommamente iniqua”, fatta al novanta per cento da tasse, ora l’Esecutivo vorrebbe passare all’approvazione di quegli strumenti che possono aiutare la crescita economica. Nel frattempo, l’Istat ha comunicato che, nel terzo trimestre del 2011, il prodotto interno lordo italiano è calato dello 0,2%. Per parlare di recessione ci vogliono due trimestri negativi ma il segnale è in equivoco ed annuncia la crisi prossima ventura.

Di fronte a questo quadro, sia la Lega, sia la sua new entry, cioè Tremonti, pensano di essere autorizzati a parlare e, soprattutto, a pontificare sulla manovra economica di Monti. Il suo predecessore ha fatto perfino di più: è intervenuto a “In ½ ora”, la trasmissione di Lucia Annunziata, per affermare che la manovra economica è troppo recessiva in quanto contiene troppe tasse e poco sviluppo! In qualsiasi Paese normale ci sarebbe stata un’ondata di risate che avrebbe sommerso il pontificatore ma il nostro non è un Paese normale, per cui i principali mass media hanno riportato l’opinione come se provenisse da Paul Krugman o da qualche altro autorevole Premio Nobel. Tremonti è già pronto ad incunearsi in quegli spazi che il nostro sistema politico concede a tutti, perfino a chi deve essere considerato, dopo ben otto anni di permanenza indefessa sullo scranno di Via XX settembre, il principale responsabile della recessione del terzo trimestre e della incapacità del nostro sistema economico di affrontare una crisi così profonda come quella attuale. Un sistema talmente assurdo che non impedisce affatto allo stesso personaggio, in caso di una poco auspicabile vittoria del centro-destra alle prossime elezioni, di diventare nuovamente ministro dell’economia, avendo ancora tutte intatte le chances per nuovi disastri e nuovi baratri economici. Grazie ovviamente all’altro grande interprete di questo dramma farsesco: Umberto Bossi.

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