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Giù le mani dall’acqua pubblica

Usb. 27 gennaio sciopero generale in difesa dei beni comuni

ROMA – L’Unione Sindacale di Base, che è stata parte costituente del comitato referendario “2 Sì all’acqua bene comune”, ha indetto insieme alle altre organizzazioni di base e conflittuali,  lo sciopero generale e generalizzato per il 27 gennaio “in difesa della democrazia e della volontà popolare, contro le logiche di privatizzazione dei beni comuni, per contrapporsi con forza a questo governo e all’Europa delle banche e della finanza”
Fra le scelte dell’attuale esecutivo –spiega l’organizzazione sindacale- rientra il tentativo di cancellare il netto pronunciamento con cui il 95% dei cittadini italiani ha detto no alla privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni attraverso il referendum del giugno scorso, cinicamente definito “un mezzo imbroglio” dal sottosegretario all’Economia Polillo.

Sulle dichiarazioni del Governo arrivano anche le repliche del Forum dei Movimenti per l’Acqua -diciamo chiaramente a Monti, Passera, Polillo e  Catricalà che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.
Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Saremo molto attenti alle prossime mosse del Governo Monti –annuncia il Forum -sul fronte delle liberalizzazioni, non permetteremo che la volontà popolare venga abbattuta a colpi di decreto, di Antitrust o di direttive europee in stile Bolkestein. Metteremo in campo ogni strumento utile alla difesa dei referendum, a partire dalla campagna di obbedienza civile lanciata da noi del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
L’applicazione dei referendum è la prima e la più urgente emergenza democratica nel nostro paese, per questo il Forum ha richiesto un’ incontro urgente con il Presidente del Consiglio Monti.
E’ chiaro che l’esito referendario non solo ha chiaramente respinto ogni ipotesi di gestione privata dell’acqua, ma ha anche ribadito che dall’acqua non si possa trarre profitto.
La cosiddetta “liberalizzazione” –spiega l’USB- propugnata da Monti e dai suoi Ministri, va invece in senso nettamente contrario ed insulta peraltro l’intelligenza degli italiani riproponendo quella distinzione, già ampiamente smascherata prima del referendum, fra fonti “pubbliche” e distribuzione idrica ai privati.
Gli italiani hanno già capito, alcuni direttamente sulla propria pelle, che i profitti sull’acqua si fanno nelle città e nelle campagne dove questa viene distribuita, dove i privati si possono arricchire con l’aumento continuo delle tariffe e la qualità dei servizi sempre più scarsa. Come già sanno che anche in altri settori, come l’energia, i trasporti, i servizi attualmente erogati dal pubblico, i vantaggi delle privatizzazioni saranno a senso unico e non certo per i cittadini/utenti.

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