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La Grecia ancora sull’orlo del baratro

ATENE – La Grecia è viva e lotta con noi. E’ un po’ questo il messaggio che arriva da Atene che dopo essere stata per un po’ nell’occhio del ciclone e sotto osservazione strettissima dei media anche italiani è scivolata sullo sfondo, tornando ad occupare una posizione marginale nelle pagine di economia.

Oggi il ministro greco per lo Sviluppo e Competitivita’, Michalis Crisochoides, nel corso di una conferenza ad Atene citata da Bloomberg ha annunciato che il rapporto deficit-Pil del 2011 si aggira attorno al 9,6%.
La dichiarazione del ministro ellenico corregge senza del tutto smentire la previsione del governo greco secondo cui, in base al piano di bilancio 2012 approvato a dicembre, il 2011 si sarebbe chiuso con un Deficit-Pil in calo al 9% rispetto al 10,6% del 2010.

Il calo del deficit è stato quindi di 1 punto percentuale invece degli 1,6 punti previsti poco più di un mese fa, restando comunque estremamente elevato.
Per il 2012 il govermo prevede invece un rapporto deficit/pil in decisissimo calo, al 5,4% del Pil.
Ieri Atene è comunque riuscita a piazzare titoli a breve per 1.625 milioni di euro in una asta di titoli con scadenza a 26 settimane, circa sei mesi. Per questi nuovi titoli Atene pagherà interessi del 4,9 per cento, in leggero ribasso rispetto al rendimento offerto all’asta di dicembre scorso quando si era arrivati al 4,95 per cento.
E continua lo scontro tra gli hedge fund che detengono titoli del debito pubblico greco da una parte e il Fondo monetario internazionale dall’altra sulla ristrutturazione del debito di Atene. Il Fmi sta infatti tentando di negoziare con i creditori privati della Grecia un forte taglio dei rimborsi sul debito, mentre gli hedge fund, assumendo una posizione intransigente differente da quella delle banche, non intendono accodarsi al piano. Un gioco rischioso e che potrebbe portare al pieno rimborso dei crediti o al default pieno di Atene con effetti pesantissimi visto che complessivamente banche, hedge fund e investitori internazionali detengono oltre 200 miliardi di euro di debito greco.

Vale comunque la pena di tenere sotto osservazione il mercato greco nel suo complesso. Atene infatti si conferma terra di grandissimi rischi e dove la perdita potenziale è il 100 per cento del capitale investito ma potrebbe cominciare ad attrarre investitori dai nervi saldi e con le coronarie a posto.
L’Etf che replica l’indice di borsa greca ha perduto ben oltre il 90 per cento del valore che aveva a novembre 2007, e le azioni greche sono oggi cariche di rischi ma anche a buon mercato.
Medesimo discorso può essere fatto sui titoli di stato ellenici, ad esempio il titolo con scadenza a luglio 2019 e con cedola al 6 per cento annuale va via a 23; ovvero con 2.300 euro si comprano 10.000 euro nominali che rendono 600 euro annui di interessi e la restituzione del capitale, di 10.000 euro, nel 2019.
Sarebbe un eccellente affare se la Grecia alla fine non fallisse, un affare così eccellente che due soldini, magari quelli che risparmiano non giocando la schedina o il gratta e vinci, ci si potrebbero anche mettere. Tenendo ovviamente presente che si sta sostanzialmente giocando d’azzardo sul futuro greco e che se alla fine ci ritrovassimo con qualche soldo in tasca sarebbe davvero come aver azzeccato un ambo.

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