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CITTA’ DEL MESSICO – Il 2012 si apre all’insegna della violenza più spietata per la capitale messicana. Mercoledì scorso i corpi di due persone decapitate sono stati ritrovati nel parcheggio di un esclusivo centro commerciale.

I pompieri, chiamati all’alba per l’incendio di un’autovettura, hanno rinvenuto all’interno i corpi carbonizzati di un uomo e di una donna non ancora identificati. Le loro teste giacevano a poca distanza dal veicolo. La modalità dell’assassinio non lascia dubbi sulla matrice, visto che la decapitazione è diventata, negli ultimi anni, la firma stessa delle esecuzioni dei narcotrafficanti. In quest’ultimo caso il duplice assassinio è stato rivendicato dal cartello della “Mano con ojos” (mano con occhi), gruppo di cui fanno parte alcuni elementi di spicco catturati di recente dalla polizia.
Lunedì scorso altre tre vittime erano state ritrovate in una macchina incendiata nel municipio di Naucalpan, a pochi chilometri dalla capitale, uccise e decapitate con le stesse modalità.

Non ha tregua la spirale di violenza che sta colpendo il Messico negli ultimi anni. Proprio mercoledì la Procura Generale della Repubblica (PRG) aveva divulgato i numeri della violenza in Messico nell’ultimo anno. Secondo i dati del governo sono 12903 i morti per crimini legati al narcotraffico nei primi nove mesi del 2011, con un incremento dell’11% rispetto all’anno precedente. Quindi, come ha sottolineato la Procura della Repubblica, l’incremento è stato molto inferiore a quello registrato negli anni precedenti (70% nel 2009-2010, crescita del 63% tra il 2008-2009 e ben 110% tra il 2007 e il 2008). Però i dati si riferiscono solo al periodo tra gennaio e settembre, quindi, la cifra finale per il 2011, potrebbe essere di sedicimila morti.

Ieri il presidente Felipe Calderón ha affermato che il Messico ha un problema con la criminalità, ma che bisogna leggere i dati “in prospettiva”. Gli indici di omicidio in Messico sono inferiori rispetto a quelli degli altri paesi latino-americani. Il Messico ha un tasso di omicidi di 16 ogni 100mila abitanti, mentre il tasso del Brasile è di 24 ogni 100mila abitanti e quello della Colombia è di 36, per non parlare di Guatemala, Honduras e Salvador che hanno un tasso di 70 morti ogni 100mila abitanti.

Calderón è agli sgoccioli del suo mandato presidenziale. A luglio ci saranno le elezioni in Messico e la violenza e la lotta alla criminalità saranno le questioni principali su cui verterà la campagna elettorale dei due principali partiti contrapposti, il partito conservatore PAN (Partido de Aleanza Nacional) ora al governo e il Partido Revolucionario Istitucional (PRI).

Sicuramente la percezione dei cittadini è che la violenza sia aumentata. Secondo un sondaggio condotto dall’organizzazione “Messico Unito Contro la Delinquenza” la sensazione di insicurezza è cresciuta fra la popolazione e solo il 15% dei cittadini pensa che il governo stia affrontando efficacemente la lotta contro il crimine.

Probabilmente solo la cattura del ricercato numero uno del Messico “El Chapo”, leader del Cartello di Sinaloa evaso nel 2001 dal carcere di Gadalajara, potrebbe risollevare le sorti del governo Calderón. E’ su questa “cattura esemplare” che punta la destra visto che, come riporta il Washington Post in ottobre, sono stati creati tre gruppi speciali di marina, polizia ed esercito con l’unico scopo di catturare Joaquin Guzman — alias El Chapo — vivo o morto. Sembrerebbe che Guzman, inserito da Forbes tra gli uomini più ricchi del 2009, si nasconda nelle remote montagne della Sierra Madre. Gli Stati Uniti stanno dando il loro contributo alla cattura, mettendo a disposizione del governo Calderón la sofisticata tecnologia usata per individuare il nascondiglio di Bin Laden.

Ma il tempo stringe, visto che anche il “timing” è importante, come sostiene l’analista Jorge Chabat. Per avere un efficace riscontro politico dell’evento, la cattura dovrebbe avvenire entro aprile.
Quindi non resta che attendere e vedere se la “suerte” assisterà Calderón

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