Simulazione roulette

  1. Slot Tema Cyberpunk Migliori: Il gioco potrebbe essere deciso dalla capacità di MSUs di difendere Michigans 7-foot-2 centro, Hunter Dickinson.
  2. Pepegol Casino Bonus Senza Deposito 2026 - In realtà, qualsiasi casinò online iPad in Canada ora offre migliaia di titoli di gioco che sono ottimizzati perfettamente per qualsiasi versione di un iPad.
  3. Slot Magia Alta Volatilità Con Jackpot: Da non confondere con Kat Wilde, figlia di Rich Wilde del Libro di Dead fame, Victoria Wild è il frutto di True Lab Games e Yggdrasil.

Strategia numeri pieni roulette

Bonus Senza Deposito Casino 1 Euro Immediato
Alcuni casinò online offrono giochi come keno e gratta e vinci virtuali, che sono diventati molto popolari negli ultimi anni.
Casino Deposito 50 Euro Bonifico
Quando si effettua un prelievo utilizzando DogeCoin non ci sono tasse coinvolte.
BoVegas ha incorporato diverse funzionalità che migliorano l'intera esperienza di gioco per i propri membri.

Casinò di berna

Migliori Tavoli Poker Dal Vivo Puntata Bassa
E ' facile da imparare, divertente da giocare, e con alcune abilità di base chiunque può vincere soldi online.
Casino Online Cashlib Limiti Deposito
In linea gioco d'azzardo non è l'esclusione di questa regola.
Baccarat Online Puntata Minima 10 Euro

Come i lavoratori cinesi. 300 mila posti di lavoro persi per crack aziendali e per dislocamento

ROMA – 300 mila posti di lavoro persi dal 2009 ad oggi a causa dei crack aziendali. 12.097 aziende chiuse in tre anni con un triste incremento del 7,5%.

Le più colpite sono le piccole e medie aziende (per intenderci quelle con un attivo tra i 2 e i 10 milioni di euro). I settori più danneggiati sono: i servizi +10%, le società di capitale +8,6%, le costruzioni +7,8%. A darne la notizia è il Cerved Business Information specializzata nell’analisi delle imprese e dello sviluppo dei modelli di valutazione del rischio di impresa che, nell’analisi, non evidenzia differenze tra nord e sud. In contro tendenza l’industria. Cerved ha registrato una inversione di rotta per l’industria con -6,3% rispetto al 2010, motivato dal miglioramento che il settore ha apportato spinto dalla crisi degli anni precedenti. Ma la storia non è tutta qui. A questi dichiarati 300 mila posti persi, si dovrà aggiungere un fattore più forte dei “crack aziendali”.  

La delocalizzazione
La delocalizzazione delle aziende è artefice nell’impoverimento inesorabile delle famiglie italiane. Ogni azienda dislocata ha privato centinaia/migliaia di lavoratori di un salario/stipendio.
Parliamo del capitalismo italiano che cavalca l’onda industriale dei paesi dell’Est, dell’Asia del Magreb e del sud America. Sono luoghi d’oro in cui il costo della mano d’opera si riduce fino al 75% (rispetto al nostro), le infrastrutture non richiedono regole europee, la tutela sindacale è quasi inesistente, e la salvaguardia ambientale è totalmente ignorata.

Dal 2009 al 2010, con la delocalizzazione si sono persi 367 mila unità lavorative. La cifra sconvolgente è denunciata da UGL (Unione Generale del Lavoro). Le aziende dislocanti sono: Fiat, Bialetti, Omsa, Geox, Dainese, Ducati Energia, Benetton, Stefanel, Calzedonia e altri. Omsa, con un licenziamento collettivo, ha stroncato 239 lavoratrici ed è solo l’ultimo esempio. Non chiudono per carenza produttiva. Vogliono andarsene e basta, senza spiegare e con la pretesa che lo Stato e/o la regione di turno, compensino con ammortizzatori sociali il buco occupazionale creato. Le più grandi imprese italiane trasferendosi all’estero hanno generato, e generano ancora, la perdita di migliaia di posti di lavoro.

La politica guarda
Tra manovre e riforme, ad oggi, non risulta che il problema sia stato considerato/affrontato dalle istituzioni preposte. Nessuna iniziativa concreta è emersa per  penalizzare e  responsabilizzare le aziende fuggitive, o per promuovere il rientro di produttività nel sistema Italia. Per decenni queste aziende hanno usufruito di fondi nazionali, incentivi e agevolazioni ed ora, che non hanno più nulla da spremere, girano le spalle al paese.

La sommatoria finale
E’ un azzardo la sommatoria finale. 300 mila sono i posti persi causa crack finanziario e 367 mila per dislocamento. Il totale è sconvolgente. Dal 2009 ad oggi, 667 mila persone hanno perso il lavoro. Certo il totale è discutibile, ma non si possono ignorare questi due dati.
In un documento UGL si arriva addirittura al paradossale: “per decenni i lavoratori italiani hanno lottato per la dignità ed il riconoscimento del proprio lavoro ed oggi i nostri stati europei, che si reggono su questi principi, dovrebbero comprare beni e servizi da paesi che non rispettano neanche i diritti fondamentali dei lavoratori?”.
Se è questa la civiltà che vantiamo, allora siamo tutti lavoratori cinesi.

Condividi sui social

Articoli correlati