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Steve McCurry al Macro di Roma. Le immagini del mondo

 

ROMA – C’è ancora tempo fino al 29 aprile per vedere la grande mostra dedicata alle immagini di uno dei più grandi fotografi contemporanei, Steve McCurry, al Macro di Roma. Con un allestimento molto originale, dove le foto sono montate su “gazebi” metallici e seguendo un filo geo-etnografico e non cronologico, è possibile avere un’immagine abbastanza completa del lavoro di questo grande creatore di reportage, uno dei collaboratori più famosi della rivista “National Geographic”.

Ciò che stupisce di più di queste immagini è la cura del colore e la precisione dell’iniquadratura. Sappiamo che McCurry ha scattato molto con le diapositive e quindi non ha mai utilizzato la post-produzione e i “tagli” in fase di elaborazione. La precisione deriva dunque, oltre che dall’esperienza, da una sorta di “occhio fotografico”, caratteristica comune a tutti i grandi fotografi. L’essenza della sua ricerca iconica risiede nella centralità dell’essere umano. Anche nelle immagini dove assume un ruolo importante la natura, è sempre un uomo, una donna o un bambino a fornire la chiave di volta per la definizione del contesto. Per McCurry, la fotografia è un complemento della natura umana, uno strumento atto a definire meglio e con straordinaria precisione la vita delle persone. In alcune immagini, il debito verso un altro grande esponente della fotografia del Novecento è evidente: ci riferiamo a Henri Cartier-Bresson, con la differenza, da non trascurare ovviamente, del colore che, per McCurry, è essenziale (non ci sono, infatti, foto in bianco e nero).

 

VEDI QUI SOTTO LA GALLERIA DI IMMAGINI DELLA MOSTRA

foto di Fulvio Lo Cicero

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