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ROMA – Adisa è una bambina che vive in una comunità di Romi, “zingari” come più spesso sono noti.

Sua nonna un giorno, si mette a chiacchierare con lei e le racconta di quando lei stessa è stata bambina nella sua vita. Le parla del rammarico di non aver potuto frequentare la scuola, avere avuto un’istruzione. Ai suoi tempi non era possibile, e lei, tra l’altro, era figlia unica e non poteva abbandonare sua madre per andare a scuola. Adisa e sua nonna sono Romi Kaloperi.  Oltre ai Kaloperi, che vivono in maniera sedentaria, in una casa, lavorano nelle fabbriche, ci sono i Romi Cergasi, che si spostano di paese in paese, piantandovi tende, e che per vivere lavorano il rame o fanno altri lavori che gli garantiscano una forma di sostentamento. Un film-documentario sulle origini di un popolo antichissimo, poco conosciuto, e che ha sempre suscitato, per il mistero che porta con sé, grandissimo fascino.

Un popolo quello dei Romi (termine usato al posto di zingari che sembra in questa sede più appropriato per parlare di questa comunità) che sembra non avere una patria precisa, una religione. In questo documentario di Massimo D’Orzi invece viene dimostrato il contrario. Ambientato nella Bosnia-Erzegovina, questo viaggio tra comunità di Romi diverse, i Kaloperi e i Cergasi diventa un viaggio nel viaggio. Si scopre che i Romi hanno usi e tradizioni simili alle nostre. Che non si sentono parte di nessuno stato -perché nessuno stato probabilmente li vede di buon occhio-, che soffrono la discriminazione razziale che attribuisce loro ogni atto illecito.
“Se il diavolo si rompesse una gamba, direbbero subito: zingari”. Così dice all’incirca uno dei Romi  presente nel documentario.
Si scopre inoltre, sempre a sua detta, “che i Romi non volevano la guerra nella ex Jugoslavia”.

E’ un film in cui concetti molto forti e delicati, vengono raccontati per bocca degli stessi personaggi, con toni molto pacati e solenni, che ben rendono l’idea di fascino e mistero proprio di questo popolo di cui poco si sa, che durante il nazismo ha subito lo stesso trattamento riservato agli Ebrei, di cui quando se ne parla, spesso è con giudizi negativi. E’ una bellissima produzione, con una regia che gioca molto con il chiaroscuro nelle riprese, probabilmente sempre per il discorso del mistero. Ne emerge un quadro molto interessante, che suscita parecchi spunti di riflessione, che non ha nessuna pretesa di far impietosire lo spettatore. L’unico fine, è quello di raccontare una realtà, quotidiana, di più vite legate tra loro, di anime raccolte intorno ad un fuoco che resistono alle discriminazioni che hanno patito negli anni, della difficoltà quotidiana del vivere.
Pochi dialoghi, essenziali all’interno del documentario, o più correttamente, poche domande coincise, volte a far entrare il pubblico nella dimensione spaziale e temporale, nonché sociale, raccontate.

Adisa o la storia dei mille anni
Alla scoperta di uno dei popoli più antichi e misteriosi della cultura letteraria e non  
Di Massimo D’Orzi
Uscita: (seconda uscita) 16 Febbraio 2012
Produzione: Il Gigante
Distribuzione: Il Gigante
Montaggio: Paola Traverso
Musiche: Hazdovic Ruzdija
Durata: 80’
Colore
Italia

Adisa o la storia dei mille anni – Trailer

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