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Dopo i blitz della Finanza, i commercianti sparano raffiche di scontrini. Mai visti così tanti

 

Quando ci fu lo spettacolare blitz della Guardia di Finanza a Cortina, il 30 dicembre scorso, il Pdl e i suoi incredibili giornali gridarono allo “Stato di polizia”, rinverdendo l’idea dei “comunisti” che vampirizzano gli “onesti” imprenditori. I blitz sono continuati in altre località (Milano, Roma, Sanremo) ed i risultati sono stati sempre gli stessi: lo Stato appura quello che tutti sapevano e cioè che i commercianti sono i grandi evasori di questo Paese, non importa quale categoria (ristoratori, parrucchieri, cartolai, abbigliamento). Qualche giorno fa il blitz è scattato a Napoli, dove è stato un delirio. Lì non sapevano nemmeno dove andare a cercare il rotolo di carta dove si stampano gli scontrini fiscali, mentre i negozi adiacenti a quelli visitati dai poliziotti registravano aumenti record di vendite del 1500 per cento.

Insomma, il Governo Monti sta dando agli italiani la dimostrazione lampante di quello che sapevano da sempre: a pagare le imposte nel nostro Paese sono soltanto i lavoratori dipendenti, perché costretti da un sistema legislativo che così vuole. In altri termini, come sostiene da tempo l’ex ministro Vincenzo Visco, è la politica che ha creato il popolo di evasori, nel momento in cui ha concesso a lavoratori autonomi e imprenditori la sostanziale libertà di adeguare le loro dichiarazioni dei redditi ai bisogni del momento. Devo fare una vacanza alle Seychelles con la famiglia? Allora dichiaro ancora meno questo mese, così recupero i soldi per il viaggio e il soggiorno. C’è crisi e mancano i clienti? Non batto per niente gli scontrini fiscali o non emetto le fatture, così pago meno imposte. Questa è stata ed è la filosofia di vita di una fetta considerevole di cittadini italiani i quali, nel lungo decennio che ha visto occupare la poltrona di ministro dell’economia il fiscalista Giulio Tremonti, si sono sentiti tranquilli, anzi addirittura coccolati e invogliati ad evadere, tanto un condono o uno scudo fiscale sarebbe sempre partorito dalla fervida e premurosa testa del loro ministro.

Ma che le cose stiano, almeno per il momento, cambiando lo testimonia lo sguardo del salumiere gourmet, proprietario di una bottega carissima in una zona chic di Roma che ti guarda e ti spedisce alla cassa, dove una solerte ragazza ti fa uno scontrino fino allora sconosciuto anche per la confezione di un semplice panino. Gli italiani sono così, dopo la carota temono tantissimo il bastone. Ma ce ne vuole uno molto duro per le loro teste.

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