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MONTREAUX  – Quando muore un creativo che ha accompagnato, spesso in maniera terapeutica, la nostra giovinezza: dando colore, suono, alle nostre emozioni, se ne va anche una parte di noi e tutti ci ricordiamo del lupo. Quel lupo che bussa quando è la nostra ora.  

Lucio Dalla era nato a Bologna, il primo marzo 1943, suo padre era direttore del club di tiro a volo (Dalla scriverà  “Babbo, che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani…”, in  “Come è profondo il mare”), sua madre, casalinga e sarta. E’ stato suo zio Ariodante Dalla, noto cantante melodico popolare negli anni quaranta e cinquanta, a trasmettergli il gene della musica. A sette anni, orfano si padre, Lucio suonava la fisarmonica e si esibiva nelle recite scolastiche. A tredici anni la mamma gli regalò un clarinetto.  Alcuni clienti della madre, come pagamento  di lavori di sartoria, concessero a  lei e al figlio di usufruire di una casa al mare a Manfredonia: da qui il grande amore di Lucio per il mare. A Manfredonia in età matura Dalla realizzò anche uno studio di registrazione.

Lucio Dalla – Com’è profondo il mare

Agli inizi entrò nel gruppo dei Flipper, che accompagnavano Edoardo Vianello, ma  durante il Cantagiro del 1963 Gino Paoli lo persuase a tentare la carriera da solista A 21 anni, Dalla incise il suo primo 45 giri contenente Lei (non è per me). Il suo esordio al Cantagiro 1964 in cui presentava proprio Lei, scritta da Paoli, fu descritto così alla rivista  “Tutto. Musica e spettacolo” da Gino Paoli stesso: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».

Lucio Dalla, per la terza volta, partecipò al Festival di Sanremo del 1971 con “4 marzo 1943”, su parole della poetessa Paola Pallottino, guadagnado il terzo posto. Il brano conobbe gli strali della censura, essendo stato intitolato inizialmente Gesù Bambino e giudicato irrispettoso,  anche per la storia narrata di una ragazza madre, figlia di un ignoto soldato americano: insieme ad alcune parti del testo ,  il titolo fu cambiato ex abrupto, prendendo a spunto la sua data di nascita, pur non essendo una canzone autobiografica. Il brano ottenne comunque un successo notevole, fino allora mai raggiunto da Dalla, e fu interpretato in francese, nello stesso anno, da Dalida , e portata al successo oltreoceano da Chico Buarque de Hollanda.

Lucio Dalla – 4 marzo 1943

Nel 1973  Lucio Dalla iniziò una collaborazione con il poeta bolognese Roberto Roversi che attraversò quattro anni e tre album, definiti dalla critica fondamentali per la canzone d’autore italiana.  Alla fine degli anni settanta incise il  45 giri Ma come fanno i marinai, scritto e cantato in collaborazione con Francesco De Gregori. Il brano è nato in modo abbastanza casuale, come racconta De Gregori: «La canzone, forse la gente non ci crede, è nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme».  Oramai Lucio Dalla era, come si suol dire,  “un uomo arrivato”. Semplificando molto la sua carriera si divide in  quattro periodi: le origini (tra il 1964 e il 1972 con il gruppo musicale “Gli Idoli”), il periodo Roversi (tra il 1973 e il 1976), la maturità artistica (tra il 1977 e il 1993) e la fase pop degli ultimi anni.
Ci ha lasciati a causa di un infarto, il 1 marzo 2012 in albergo a Montreux, in Svizzera, dove si trovava per il tour europeo, inaugurato due giorni fa. Avrebbe compiuto 69 anni domenica 4 marzo e li avrebbe festeggiati sul palco del teatro du Léman a Ginevra: non sapeva che il lupo sarebbe arrivato all’improvviso.

Lucio Dalla – Attenti al lupo

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