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Marò in carcere. Italia e India ai ferri corti

Il 16 marzo attesa la sentenza finale nei confronti di Massimiliano Latorre e Savatore Girone

ROMA – Il governo italiano non vuole assolutamente accettare la decisione presa ieri al Tribunale di Kollam dal giudice indiano che ha inflitto ai due marò del battaglione San Marco un’ulteriore pena di tre mesi da scontare nel carcere di Trivandrum. Nonostante il console italiano avesse dato garanzie su un trattamento particolare per i due militari, i rapporti diplomatici sono peggiorati. Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, dice che
“con la sistemazione in una struttura separata all’interno del carcere di Trivandrum la dignità dei due marò è stata preservata”. Ma non è sufficiente a placare gli animi.

Il ministro degli esteri Giulio Terzi ha  convocato Debravata Saha,  l’ambasciatore indiano a Roma, al quale ha ribadito che le misure prese nei confronti dei due marò sono «inaccettabili» e che anche l’attenuazione del regime della detenzione dei due italiani non è affatto soddisfacente. Inoltre Terzi ha aggiunto che “l’Italia non riconosce la legittimità e la competenza giurisdizionale è della magistratura italiana per un fatto  che coinvolge organi dello stato operanti nel contrasto alla pirateria sotto bandiera italiana e in acque internazionali”.
Insomma tra India e Italia siamo ai ferri corti. Non ci si intende proprio.

E c’è dell’altro che ha comunicato Terzi all’ambasciatore indiano. Ovvero che sussiste “la fortissima preoccupazione per il clima di tensione e di forte sentimento anti-italiano che si registra in India, ed in particolare nella regione interessata, sulla vicenda dei nostri due militari, con un possibile grave pregiudizio della correttezza del procedimento giudiziario in corso”.

C’è chi invoca l’Unione Europea affinchè intervenga bloccando le trattative per l’accordo di libero scambio commerciale con l’India, visto che  non rispetta le regole internazionali. Così ha suggerito l’eurodeputata Cristiana Muscardini, vicepresidente dell’assemblea nazionale Fli. Peccato che il governo italiano “non abbia ancora chiesto aiuto o assistenza” alla UE, almeno  questo è quanto comunicato dalla portavoce della rappresentante per la politica estera europea.

Nel frattempo l’alta Corte di Kollam ha tenuto oggi una nuova udienza sul ricorso dei legali dei due marò italiani riguardante la giurisdizione sull’incidente. Come già aveva fatto venerdì scorso, l’avvocato Anilh Dutt ha illustrato gli argomenti in base ai quali l’Italia rivendica il diritto di istruire un processo nei confronti di Massimiliano Latorre e Savatore Girone. Al termine dell’arringa il giudice ha fissato la prossima udienza per venerdì quando la procura indiana presenterà le sue controdeduzioni. La sentenza finale è attesa intorno al 16 marzo.

Per ora bisognerà mantenere i nervi saldi e soprattutto attendere il riscontro degli esami balistici, fondamentali per capire la dinamica dell’incidente e fare luce sui tanti punti oscuri.

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