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Nella Striscia di Gaza continua la carneficina. Le vere vittime: i bambini. LE FOTO

GAZA CITY – La guerra nella striscia di Gaza non è mai terminata.  Oggi sono tre le persone rimaste uccise durante gli attacchi da parte dell’aviazione israeliana. Uno di loro, Tamer Azzam, aveva appena 15 anni ed è stato colpito da un drone, mentre gli amici che erano con lui sono rimasti feriti.

In questo piccolo fazzoletto di guerra la carneficina continua anche se i riflettori mediatici non sempre danno la giusta rilevanza a questa lenta e inesorabile mattanza. Il bilancio sale così a 21 morti nell’ultima settimana. Solo dal 9 all’11 marzo gli attacchi dell’esercito ebraico hanno provocato 18 morti e una cinquantina di feriti.
Un numero purtroppo provvisorio, che potrebbe salire, considerando le recenti affermazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il quale dice di non aver  nessuna intenzione di fermare le azioni belliche contro la striscia.
Di risposta alcune fazioni palestinesi hanno tentato invano di attaccare le postazioni israeliane presenti sulla linea di confine meridionale. D’altra parte l’arsenale in dotazione all’esercito israeliano è di gran lunga superiore a quello delle sue vittime. Ed è proprio su questo aspetto che a farne le spese sono sempre i più indifesi. L’operazione ‘piombo fuso’, per chi lo ricorda fu terrificante, specie per i piccoli che vissero quei giorni terribili come un vero e proprio inferno e provocarono una ferita profonda nelle loro esistenze.

I bambini le prime vittime
I rapporti di Medici Senza Frontiere (MSF) e le ONG palestinesi specializzati nella salute mentale parlano chiaro. Un numero elevato di bambini sono affetti da disturbi post traumatici da stress, (PTSD) , e da altri disturbi tra cui l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione, patologie che negli ultimi anni sono aumentati esponenzialmente.
Le violazioni contro i bambini palestinesi connessi con il conflitto armato tra israeliani e palestinesi sono stati documentati dal Fondo Onu per l’infanzia (UNICEF) a Gerusalemme, e parlano di omicidi e lesioni, arresti e detenzioni, maltrattamenti e torture. Per non parlare del diniego di accesso alla sanità e all’istruzione. Servizi che ai piccoli della Striscia di Gaza sono matematicamente negati.
Insomma i bambini sono doppiamente colpiti da questa guerra infinita. O rimangono loro stessi vittime dei traumi, oppure vivono l’esperienza attraverso il vissuto drammatico dei loro genitori. Insomma per loro non c’è modo di sottrarsi al dramma della guerra.

Medici Senza Frontiere  ha recentemente incrementato il numero di cliniche e formazione psicologica del personale al fine di soddisfare le crescenti esigenze dei bambini palestinesi. Il 54% per cento dei pazienti presso i centri di salute mentale di MSF nella Striscia di Gaza ha meno di 12 anni, inoltre,  più di un terzo delle patologie sono gravi e influenzano la ‘normale’ vita delle persone colpite.
Insomma per un bambino nascere a Gaza significa non avere futuro. La distruzione non solo fisica, ma soprattutto interiore è  onnipresente in questo luogo martoriato dalla guerra. Molti piccoli sono orfani e vivono questa loro condizione con rassegnazione, quasi le cose fossero immutevoli.

Le polemiche
L’azione israeliana ha scatenato non poche polemiche sul piano internazionale. Il governo Giordano ha ufficialmente condannato la “barbara aggressione”, mentre la Cina ha esortato il governo di Tel Aviv di fermare i suoi attacchi aerei. La Cina, infatti, è notevolmente preoccupata per l’escalation di violenza che sta interessando la Striscia. Questo ha precisato il ministro degli Esteri cinese Liu Weimin: “Chiediamo alla parte israeliana per fermare i raid  contro Gaza. Speriamo che le parti interessate possono smettere di sparare immediatamente al fine di evitare perdite di civili innocenti “.

Alle condanne di Cina e Giordania si aggiungono anche quelle degli attivisti turchi dell’Organizzazione dei Diritti Umani e Solidarietà che ieri hanno tenuto ad Ankara una manifestazione per condannare i raid aerei israeliani di domenica scorsa.

LE FOTO

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