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VENEZIA –  Dal 28 al 31 marzo 2012, nella bella cornice del teatro Auditorium Santa Margherita di Venezia, arriva la seconda edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival,   il primo in Europa concepito, organizzato e gestito direttamente da un’università.

Punto di forza dell’ evento l’ essere proiettato verso gli studenti, veri protagonisti della festa. I cortometraggi selezionati vengono dalle scuole di cinema, dai corsi di scienze delle comunicazioni e dell’audiovisivo,  di tutto il mondo e rappresentano gli ultimi lavori e i saggi di diploma di una  generazione di cineasti che sarà giudicata da una giuria internazionale.

Alla guida del Ca’ Foscari Short Film Festival, il critico Roberto Silvestri, coadiuvato da una squadra internazionale di docenti universitari, di professionisti del cinema e della cultura, inseriti nell’esperienza di Ca’ Foscari Cinema, coordinata da Roberta Novielli. Prestigiosi esperti nella giuria: il regista Pappi Corsicato ( Nastro d’argento Opera prima “Libera” del 1992);  Irene Bignardi giornalista, saggista, direttrice di festival importanti, Grolla d’oro alla carriera. Il regista e pittore algerino Rachid Mohamed Benhadj, che ha girato corti e mediometraggi di forte impegno sociale, concentrandosi sulle condizioni disagiate del Maghreb.

Per il secondo anno consecutivo il Ca’ Foscari Short Film Festival celebrerà la figura del veneziano Francesco Pasinetti, ricordato il 1 giugno 2011 per il centenario dalla nascita. Francesco Pasinetti è conosciuto in qualità di storico e critico del cinema, ma non è da dimenticare  la sua attività da regista, della quale sono  stati recuperati quattro corti invisibili: sulle orme di Giacomo Leopardi (1941), Nasce una famiglia (1943), Piave Boite Vajont (1947) e I pittori impressionisti (1948).  

Molto ricco il  programma che comprende focus, omaggi, retrospettive, scoperte e workshop aperti a tutti gli studenti. Il primo workshop è un ambizioso progetto che mira a coinvolgere e far partecipare allievi, registi e spettatori, sfruttando in particolar modo le potenzialità del Web: Viral Competition, modo nuovo di pensare all’attività filmica come gesto collettivo. Nella prima fase il coordinamento del festival e gli studenti hanno scelto tre temi (“Nudo degli oggetti”, “Reiventare le immagini”, “Rifiuti”) sulla base della quale gli aspiranti registi dovranno produrre una video-traccia della durata massima di 30 secondi senza dialoghi, aperta a successivi sviluppi e collegamenti con altri video. Le tracce saranno proiettate, discusse e votate durante il festival decretando quale sarà la vincitrice e, di conseguenza, il tema prescelto. Aggiungendo un tassello alla volta, sarà possibile arrivare alla realizzazione di un vero e proprio corto “comunitario”. Una giuria online deciderà i vincitori che saranno poi proiettati durante la terza edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival.

Il secondo workshop è dedicato alla realizzazione del cortometraggio “Oltre il muro”, che ha visto la collaborazione di studenti di Ca’ Foscari con i ragazzi dell’Istituto penale minorile di Treviso, coordinati dal docente Roberto Franzin. Il progetto vuole replicare il successo del primo corto realizzato dai ragazzi dell’istituto, Inediti legami, vincitore di numerosi premi. Franzin, nello spazio dedicato alle didattiche speciali dell’istituto, ha ideato un esperimento volto al recupero dell’autostima dei ragazzi  per un sano reinserimento nella società: le testimonianze toccanti di questi giovani  sono il soggetto del cortometraggio.

Altro obiettivo del festival sarà disegnare una mappa aggiornata dei centri artistici e culturali più creativi, tenendo sempre a mente che negli ultimi anni molti cineasti (Olmi, Szomjas, Bellocchio…) hanno immaginato le loro scuole di cinema in polemica con le ‘chiusure mentali’ e censorie tradizionali. Al Ca’ Foscari Short Film Festival la sfida è  cercare la storia del cinema che nasce dalle scuole di cinema, dove s’insegna  anche la cultura del momento, con le sue tensioni transartistiche e transculturali. Capire come il cinema  è cambiato, quanto le scuole di cinema stesse non hanno saputo riconoscere gente come Spielberg o Tarantino.

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