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ROMA –   “Mia madre dice che alla mia nascita ho aperto gli occhi solo dopo l’ottavo giorno, e che quando l’ho fatto la prima cosa che ho visto è stata una fede nuziale. Mi hanno incastrato”. 

Liz Taylor raccontava così la sua venuta al mondo e, nei fatti, se non le fosse toccato andarsene –  un anno esatto fa,  il 23 marzo 2011 –   si sarebbe sposata per la nona volta perché, secondo “The Sunday Express”,  si sarebbe follemente innamorata di un fotografo di origini iraniane di nome Firooz Zahedi, diciassette anni più giovane di lei. Se un individuo si misura anche dalla forza di rinnovare la sfera  intima, bisogna ammettere che aveva energie particolari, con relativi pro e contro .
Elizabeth Rosemond Taylor –  detestava essere chiamata Liz –  era nata ad  Hampstead, sobborgo londinese popolato da benestanti, il  27 febbraio 1932. Randy Taraborrelli, già biografo di Michael Jackson e amico di entrambe, racconta che sarebbe nata con la “distichiasi”, mutazione genetica che consisteva in una doppia fila di ciglia. Altra particolarità gli occhi “viola” che Liz spiegava così: “I miei occhi sono navy blu, ma hanno delle screziature rosse (vasi sanguigni visibili), quando illuminati dalla giusta luce il mix li fa apparire viola”.      Che fossero di tale colore lo confermano le fotografie di Douglas Kirkland e Bruce Weber.
Seconda figlia di Francis Lenn Taylor  e di Sara Viola Warmbrodt, due statunitensi residenti in Gran Bretagna,  padre commerciante d’ arte e  madre ex-attrice ritiratasi dalle scene, si trasferì con la famiglia a Los Angeles per l’entrata in guerra del Regno Unito. I genitori la avviarono allo spettacolo: all’età di tre anni prendeva lezioni di danza.  A nove, apparve nel primo film, There’s One Born Every Minute,  il successo arrivò con Torna a casa Lassie!  nel 1943. Frequentò la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente prese il diploma alla University High School di Los Angeles nello stesso anno in cui, diciottenne, si sposò per la prima volta con il giovane ereditiero Conrad “Nicky” Hilton Jr., del quale Paris Hilton  è una nipote.
Secondo matrimonio  con l’attore Michael Wilding e  con lui ebbe due figli.  Una figlia con Mike Todd,  produttore del quale rimase vedova.  La quarta volta sposò il cantante Eddie Fisher, con cui  nel 1964  iniziò le pratiche per l’adozione di una bambina tedesca di due anni,  in seguito adottata con Richard Burton, suo nuovo marito.

Nel frattempo –  durante gli anni cinquanta  – ricevette  tre nomination all’Oscar. Lo vinse nel 1961  come migliore attrice per “Venere in visone”. Nel 1967  ricevette un secondo Oscar per Chi ha paura di Virginia Woolf? interpretato con l’allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra nel 1963. Prima di morire la Taylor rese pubbliche le lettere d’amore che Richard Burton le aveva inviato nell’arco di vent’anni: testimonianza di  passioni, liti furibonde, gelosie, due matrimoni, grandi regali. Dopo la morte, divenne pubblica anche una fotografia che l’attrice fece come regalo al marito Michael Todd, comprata in seguito dal collezionista Jim Shaudis, che per 30 anni la custodì gelosamente in cassaforte. Guardandola è facile capire perché – lei che non aveva seni rifatti – conquistasse il mondo.
Dell’ottavo matrimonio si è sempre saputo pochissimo. Il marito “capellone” Larry Fortensky,  più giovane di vent’anni, era operaio edile. Le nozze furono festeggiate a Neverland,  il ranch di Michael Jackson,  che fu suo testimone. Il soprannome “re del pop” lo deve a lei: Liz fu una delle poche persone che si strinsero intorno a Michael nei momenti più bui. Liz Taylor e il muratore Larry divorziano nel 1996.  Del marito si sa solo che ora entra ed esce dai rehab, le cliniche di disintossicazione.
Di norma si fa  leggenda chi é stato “eccessivo”: lei lo fu per bellezza, per amori torridi e totalizzanti; per i gioielli da regina. Che fosse in competizione con loro? Le pietre preziose,  tutte regalate dai suoi amanti,  simbolo di un’esistenza che raccolse in un libro dal titolo “My Love Affair with Jewelry” (in Italia edito da Leonardo Arte), con dedica “Ai miei adorati Mike e Richard (cioè Mike Todd e Richard Burton), i due più grandi amori della mia vita, e ai miei figli, senza i quali non ci sarebbe stata vita”.

Restano nella storia del cinema le sue performances.   La più popolare e pubblicizzata “Cleopatra”. Ma  “il film che amo di più – lei disse –  è Chi ha paura di Virginia Woolf. È stata una sfida. Avevo 32 anni e interpretavo una donna di 55. Ho dovuto cambiare tutto di me, persino la voce”.
Tra un set e l’altro, grandi amori e figli   – “Ho dormito solo con uomini con cui sono stata sposata. Quante donne possono dichiararlo?”, disse – Elizabeth divenne suocera a 38 anni e  nonna a 39. Al momento della morte aveva dieci nipoti e quattro pronipoti.   Visse ogni attimo “fino all’ultimo respiro”. Appassionata – a volte eroina dei sentimenti, a volte vittima –  fu protagonista per questo:  ha lasciato in eredità  un miliardo di dollari.

Liz Taylor – Cleopatra (1963) – Ingresso a Roma

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