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“Marigold hotel”: terza età con buon gusto. Recensione. Trailer

ROMA – Attratti da una pubblicità ingannevole, alcuni cittadini inglesi di età avanzata decidono di partire per l’India.

Le motivazioni sono le più disparate: c’è chi si proietta nel futuro e vuole una occasione per iniziare una nuova vita e chi invece è indissolubilmente legato ad un episodio del passato. Alcuni sono alla ricerca di una anima gemella, altri devono fare i conti con la salute precaria ed una vecchiaia che avanza. Il “Marigold hotel” del titolo è una struttura sulla carta lussuosa, in realtà fatiscente, all’interno della quale si svolgono le vicende che segneranno indelebilmente la vita di tutti i personaggi.

E’ una commedia interessante che possiede una dote sconosciuta a buona parte delle opere affini: stiamo parlando del buon gusto. In questo caso lo humor è naturalmente inglese e non c’è spazio per le scene sguaiate tanto care al cinema contemporaneo. Azzardando potremmo dire che “Marigold hotel” è un film dotato della “leggerezza” decantata da Italo Calvino. La sobrietà dello stile consente di sfiorare in maniera non del tutto scontata tematiche di grande attualità. In primo luogo l’innalzamento progressivo dell’età media e i problemi ma anche le nuove opportunità che l’anzianità può offrire. Un fenomeno sociale che peraltro può tramutarsi anche in business se consideriamo che nel film il progetto del giovane proprietario indiano del Marigold hotel riguarda la “delocalizzazione della vecchiaia”. Ad ogni modo non vorremmo illudervi: nonostante i pregi non siamo di fronte ad un capolavoro. E’ sicuramente un film corale e fra i troppi coristi inevitabilmente qualcuno stecca. C’è troppa carne al fuoco e così storie potenzialmente interessanti vengono poco approfondite. Inoltre la sceneggiatura non è immune da stereotipi culturali e la parte finale è stiracchiata. Nel film viene a più riprese proposto un modo di dire ottimistico: “alla fine tutto andrà per il meglio e se non è tutto ok, vuol dire che non è ancora la fine”. Il rischio nel caso in questione è che non si finisca mai. Dato che si parla di vecchiaia, lunga vita a chiunque. Ma un film può anche morire prima, indolore. Tanto le cose di valore permangono nel ricordo anche dopo la conclusione. Basti pensare, ad esempio, alle splendide performance delle interpreti femminili.

USCITA AL CINEMA: 30/03/12
REGIA: John Madden
SCENEGGIATURA: Ol Parker
ATTORI: Judi Dench, Patty Smith, Dev Patel, Celia Imrie, Bill Nighy
FOTOGRAFIA: Ben Davis
MUSICHE: Thomas Newman
PAESE: Gran Bretagna
GENERE: Commedia
DURATA: 124 Minuti

Marigold hotel – trailer

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