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Emofilia, i farmaci sono fondamentali ma la crisi rischia di creare disparità tra i pazienti

Sul tema della sicurezza dei plasmaderivati FEDEMO chiede al Ministero di aprire un tavolo con le associazioni pazienti

ROMA – Tra le malattie rare l’emofilia è una di quelle che prima si è potuta giovare di trattamenti specifici. Non è un caso che ad oggi per questi pazienti ci siano sul mercato tanti farmaci differenti,  in alcuni casi si tratta di emoderivati in altri di farmaci prodotti attraverso procedure biotecnologiche che stanno diventando sempre più evolute. Tuttavia che vi sia un’ampia scelta di farmaci non significa che i pazienti vi abbiano accesso senza alcuna difficoltà. Vi sono infatti due diverse problematiche che sono aperte, la prima è quella della sicurezza degli emoderivati e plasmaderivati – visto che il ricordo dei tanti emofilici che sono stati infettati con epatite e Hiv non è certo lontano -, la seconda questione, se pur di minor gravità, è la differenza da regione a regione nella distribuzione di questi farmaci
Sulla sicurezza va detto che il livello si è notevole elevato ma il rischio, almeno teorico, che possano essere contaminati, esiste sempre. Anche di recente, infatti, ci sono stati blocchi di grossi lotti per rischio di infezione, i pazienti possono davvero stare tranquilli?

“Purtroppo – dice Alberto Garnero, vicepresidente di Fedemo –  ancora oggi, nonostante i progressi tecnici e scientifici nella produzione dei farmaci per l’emofilia dobbiamo registrare blocchi cautelativi di prodotto, sia esso giacente nei magazzini delle aziende sia già a domicilio dei pazienti.
Va tuttavia precisato che in tutti i casi più recenti si è trattato appunto di provvedimenti cautelativa finalizzati alla massima tutela del paziente. Laddove esiste anche il minimo dubbio che un prodotto non sia conforme alle specifiche o solo teoricamente a rischio ( ad es. per sospetto CJD ) le Autorità Competenti intervengono in modo rapido e tempestivo evitando l’utilizzo da parte dei pazienti. Fondamentale in questi casi è soprattutto la tempestività e correttezza dell’informazione fornita ai pazienti. Per questo motivo, la Fedemo ha chiesto all’allora Ministro della Salute Fazio, e oggi rinnovato a Balduzzi, di istituire presso AIFA un tavolo con tutte le associazioni di pazienti che fanno uso quotidiano di medicinali plasmaderivati da convocare in ogni situazione di potenziale o reale minaccia alla sicurezza dei medicinali o alla continuità terapeutica.     

Per quanto riguarda invece l’effettiva disponibilità dei prodotti ci sono criticità?

“La regionalizzazione della sanità italiana ha creato situazioni differenti da regione a regione. A volte addirittura all’interno della stessa regione troviamo disparità di trattamento tra Asl diverse. In alcuni casi la distribuzione viene fatta addirittura al domicilio del paziente mentre in altri ci si deve recare presso la farmacia ospedaliera per ottenere il farmaco necessario. Nel complesso possiamo tuttavia affermare che la distribuzione e la reperibilità dei prodotti per gli emofilici oggi non rappresenta più un problema.Va inoltre rimarcato come la distribuzione ospedaliera abbia permesso risparmi importanti per il Servizio Sanitario Nazionale ( SSN ), aspetto tutt’altro che secondario in un momento economico difficile come quello che stiamo vivendo”.

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