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L’ABC (Alfano-Casini-Bersani) ma soprattutto il nostro sagace Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avevano ragionato applicando una ferrea logica: «Nominiamo un governo di professori universitari, i più bravi, presi dalle migliori Università italiane per mettere ordine in un mondo in disordine». Detto fatto. Individuato il premier (chi, se non Mario Monti?), si passa ai ministri.

Il meglio del meglio, a partire dalla Elsa Fornero, che ha anche un marito supereconomista, Mario Renzo Deaglio, editorialista di punta de «La Stampa», tanto per nominarne uno.
Dopo oltre cento giorni di governo dei migliori docenti universitari italiani, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Elsa Fornero non è assolutamente in grado di dirci quanti sono gli esodati colpiti dalla illogica ed incolta riforma delle pensioni di cui è autrice, persone che avevano stipulato un patto con lo Stato, cioè con il meno affidabile fra i contraenti che si ha la sfortuna di incontrare nella vita. Sarebbe stato sufficiente aggiungere alla “riforma” delle pensioni un comma chiaro e sintetico per escludere tutti quei lavoratori in mobilità concordata con le aziende e in attesa di maturare l’anzianità necessaria per la pensione e sottrarre il costo di questa esclusione dal totale dei risparmi rapinati ai pensionati italiani. Ma forse era soluzione troppo facile per i chiarissimi professori universitari e soprattutto troppo equa.

Nel caso dell’Imu, poi, l’incapacità del governo dei professori si sta dimostrando ancora peggiore. Hanno dato ai Comuni la possibilità di decidere le aliquote da applicare agli immobili entro il 30 settembre; peccato che la prima rata della nuova imposta scada il 18 giugno e che quindi i cittadini siano impossibilitati a pagare il dovuto perché gli enti locali non hanno ancora preso una decisione. Allora i professori universitari hanno avuto il colpo di genio: applichiamo alla rata di giugno le aliquote di base già esistenti per l’Ici e poi a dicembre si paga il saldo. Tanto per dare una mazzata alle tredicesime e mettere ancora più in crisi i consumi e la domanda interna.

Per la verità, in fatto di trovate geniali il Pdl non è da meno del governo dei tecnici. Il partito di Berlusconi ha pensato di proporre la rateizzazione dell’’Imu, tre comode rate, così i cittadini si suicidano in modo scaglionato, da giugno a dicembre. Peccato che i Comuni abbiano subito fatto presente che, in questo modo, sarebbero venuti a mancare a giugno circa due miliardi di gettito, che li metterebbe letteralmente in ginocchio.
Ora pare che il governo dei tecnici chiarissimi professori universitari sia chiuso nelle segrete stanze di Palazzo Chigi in cerca di un’altra trovata geniale: potrebbero prendere una decisione mai pensata da mente alcuna prima di oggi: tagliare le pensioni o aumentare il prezzo della benzina. Applausi a scena aperta.

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