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A Torino parte la XXV edizione del Salòone Internazionale del Libro

TORINO (corrispondente) – Giovedi 10 maggio comincerà al Lingotto Fiere di Torino la venticinquesima edizione del Salone Internazionale del Libro,  la manifestazione di cultura e di lettura più importante d’Italia.

Nonostante i tagli alla cultura, la crisi e la preoccupante diminuzione delle vendite dei libri, il Presidente Rolando Picchioni vuole festeggiare in grande le nozze d’argento, rifiutando l’idea di un Salone in cassa integrazione. Per questo i  paesi ospiti saranno due, Spagna e Romania, gli editori aumenteranno, e verranno presentate alcune novità come il caffè letterario del Circolo dei Lettori,  Book to the future, un’intera area dedicata all’editoria digitale e alle nuove tecnologie di fruizione culturale e una mostra sui cambiamenti di Torino negli ultimi venticinque anni intitolata “La città visibile”.  Nonostante i tagli alla cultura, gli ospiti nazionali e internazionali saranno moltissimi.

La Spagna, il primo paese ospite,  sarà  a Torino con molti autori, tra cui il filosofo Fernando Savater e il vincitore del Premio internazionale del libro 2011 Javier Cercas, la scrittrice catalana Alicia Gimènez Bartlett e molti altri scrittori apprezzati dai lettori italiani. La Romania  invece, sarà molto presente non solo al Lingotto ma in tutta Torino con concerti e un ciclo cinematografico al Museo Nazionale del Cinema; tra gli ospiti ci sarà lo scrittore dissidente Norman Manea, vincitore del premio Nonnino nel 2002. Tra gli altri ospiti internazionali sono molto attesi Luis Sepulveda, al Salone con il suo nuovo libro di racconti, il giallista svedese Henning Mankell, la scrittrice americana Elizabeth Strout che al Salone ritirerà il Premio Mondello internazionale, Tahar Ben Jelloun che  parlerà della primavera araba. Gli italiani ci sono quasi tutti, Gianrico Carofiglio ed Emanuele Trevi, che sono in corsa per il premio Strega, Michele Dalai che ha da poco pubblicato il suo primo libro da scrittore “Le peggiori cadute della mia vita”, la scrittrice di “Limbo” Melania Mazzucco, Edoardo Nesi,  Niccolo Ammanniti, Luciano Ligabue con il suo nuovo libro già diventato un best sellers. Sarà presente anche lo scrittore torinese Alessandro Baricco, che terrà una lectio magistralis dal titolo “Sette cose che ho imparato negli ultimi venticinque anni”. E’ molto attesa anche la lectio magistralis di Erri de Luca sulle parole indelebili.  

Il tema centrale di questa edizione  è la “Primavera digitale”. Anche il Salone del Libro, forse con un po’ di ritardo, affronterà una delle più grandi rivoluzioni culturali di questa epoca, l’avvento dell’era digitale, che ha modificato non solo la società in cui viviamo,  ma il nostro stesso modo di pensare e di comunicare. Ormai siamo tutti immersi nel web, condividiamo tutti i nostri pensieri attraverso i social network dove e quando vogliamo, abbiamo accesso alle informazioni immediatamente, in maniera libera e gratuita. Internet ci rende spettatori attivi del mondo, perché possiamo intervenire e manifestare le nostre idee. Se questo fino a poco tempo fa poteva sembrare un passo in avanti verso la democrazia e la libertà di informazione, ora ci sta probabilmente sfuggendo di mano: essere continuamente connessi non significa essere più attenti, ed avere immediata disponibilità di notizie non ci offre una visione più profonda del mondo. Il web che contiene tutto non ci dà un filtro critico per poter selezionare ed interpretare questo tutto. Per vivere nel Web bisogna essere soprattutto veloci, anche se sarebbe meglio dire smart, ma ogni tanto sconnettersi e fermarsi un attimo aiuta a riflettere meglio.

La primavera digitale è comunque una rivoluzione che coinvolge tutti e  con cui tutti dobbiamo fare i conti, sia chi è favorevole, sia chi è contrario.  Per questo, durante i 4 giorni del Salone, interverranno politici, giornalisti, filosofi ed editori per discutere ed analizzare questo cambiamento, che non trova tutti favorevoli.. Matteo Renzi e Luciano Canfora,  terranno una conferenza sulla democrazia e la politica al tempo di internet, Massimo Gramellini e Gianni Riotta  discuteranno sulle mutazioni genetiche delle parole ai tempi dei social media, il linguista Raffaele Simone parlerà degli effetti di questa rivoluzione sulla nostra percezione del mondo, Beppe Severgnini terrà una lezione su Twitter e molti editori parleranno di selfpublishing e degli e book, destinati per molti a soppiantare i libri. Lo stesso Severgnini affronterà un dibattito insieme allo scrittore Francesco Piccolo dal titolo “Sconnessi contro Iperconnessi” in cui si evidenzieranno gli aspetti positivi e quelli negativi di una vita continuamente in diretta. Per alcuni quindi la primavera digitale è un problema, per altri un’opportunità, in entrambi i casi è il segnale di un mondo che sta cambiando e di cui dobbiamo essere consapevoli.

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