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Teatro Quirino. I Rusteghi, spettacolo convincente sul ridicolo del potere. Recensione

ROMA – Al teatro Quirino va in scesa “ I Rusteghi” sino al 20 maggio, spettacolo teatrale ispirato alla commedia di Carlo Goldoni.

Lunardo è un mercante dispotico legato alle tradizioni. “ A casa mia comando mio” è il suo motto preferito. Condivide questa visione del mondo con gli altri tre “rusteghi”, i quali tentano di imporre lo stesso concetto nelle rispettive famiglie. L’ evolversi delle vicende tuttavia metterà in crisi e sottilmente in ridicolo le posizioni autoritarie dei quattro. I problemi sorgeranno quando Lunardo decide di combinare il matrimonio fra la figlia Lucietta e il giovane Felippetto.

La commedia ci descrive un mondo borghese stantio a cui si oppone l’energia della giovinezza. E’ un conflitto fra generazioni ma anche fra generi sessuali. “Vorrei apparire” dichiara fieramente la giovane protagonista. Una affermazione che, se fatta da una ragazza dei nostri giorni, farebbe storcere il naso a chiunque non viva di pane e Belen. Il messaggio ha invece echi rivoluzionari se rapportato all’epoca delle vicende narrate. Un periodo in cui per la donna apparire era meno importante che essere. Ma l’ essere in questo caso equivale in toto all’essere sottomessa al marito. Una esistenza di riflesso per chi non può brillare di luce propria e deve evitare di esprimere la propria vitalità. La messa in scena, all’insegna del “primum non annoiare”,  affronta con ironia tematiche altrove impegnative. Oggi, nella società occidentale, è possibile ridere di relazioni possessive che in passato lasciavano letteralmente il segno sulla pelle delle donne. Fermo restando che la violenza domestica, nelle sue diverse forme, è una tematica sempre d’attualità. Nell’opera le donne attueranno una piccola rivoluzione silenziosa e non violenta che farà vacillare la sicurezza dei mariti. A questo punto occorre evidenziare che in realtà il “femminile” sul palco non c’è! Tutti i personaggi, anche quelli femminili, sono infatti interpretati da uomini. Più che affrontare il tema del rapporto uomo-donna si mettono allora a nudo le fragilità e le ossessioni di potere dell’ universo maschile. Rappresentare e successivamente deridere questo mondo di padri-padroni è fonte di sicuro divertimento. Ecco allora che la messa in scena riesce nel suo intento dichiarato di suscitare quel piacere e quel divertimento che appare precluso ai personaggi. Lo fa sfruttando appieno la verve umoristica di Natalino Balasso ed avvalendosi di efficaci stratagemmi. Pensiamo ad esempio alla continua alternanza fra teatro e meta-teatro (elemento già presente nel testo di Goldoni ma qui decisamente accentuato) o all’idea vincente di far rimanere costantemente in scesa tutti gli attori. Del resto, a differenza del cinema, il teatro è interattività, è partecipazione.  

 

I Rusteghi

Regia: Gabriele Vacis
Traduzione e adattamento: Gabriele Vacis e Antonia Spaliviero
ATTORI: Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini,  Nicola Bremer, Christian Burruano, Alessandro Marini, Daniele Marmi.
Composizione scene, costumi, luci e scenografia: Roberto Tarasco
Orari: dal martedì al sabato ore 20.45
giovedì 10, mercoledì 16, sabato 19 maggio ore 16.45
tutte le domeniche ore 16.45
lunedì chiuso
INFORMAZIONI
Botteghino: 06/6794585
Mail: [email protected]
Sito internet: http://www.teatroquirino.it/

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