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Stai male? Arrangiati. Per 9 milioni di italiani la sanità negata

L’allarme lanciato dal Censis. L’Italia al 21 posto su 34 Paesi europei

ROMA – Troppe tasse, salari da fame e continui tagli alla sanità. Questo è il mix espolsivo che di fatto nega a 9 milioni di italiani la possibilità di curarsi. E’ questo quanto emerso dal  rapporto Rbm Salute del censis in collaborazione con Munich Re, presentato oggi al Welfare Day. Un quadro davvero sconfortante che lascia ben poco da sperare, perchè se manca la possibilità di curarsi significa che si potrà fare anche poca prevenzione incrementando esponenzialmente il rischio di morte. I più penalizzati, secondo il Censis, sarebbero gli anziani, ma anche e soprattutto le famiglie, alcune delle quali sempre più spesso sono costrette a rivolgersi a quelle strutture private che negli ultimi dieci anni hanno registrato un aumento delle prestazioni del 25%. Ma chi proprio non può permettersi il privato che fa? Si arrangia, sembra la risposta più evidente. Molti – come riporta lo studio – cercano addirittura farmaci a basso costo in rete, dove ha preso piede un “commercio” spesso di dubbia provenienza.
E ancora una volta la responsabilità è delle  politiche, che specie negli ultimi anni  hanno previsto drastici tagli sul servizio sanitario nazionale. Senza tener conto dei cosiddetti piani di rientro regionali e della riduzioni della spesa pubblica  che come una scure hanno colpito senza esitazioni questo importantissimo servizio pubblico.

Già il 15 maggio scorso l’Italia non aveva brillato nella classifica della Sanità europea presentata al Parlamento di Bruxelles. Su 34 paesi l’Italia è scivolata al 21 posto, assieme a Grecia e Cipro, perchè – come ha precisato Arne Björnberg, dell’HCP (Euro Health Consumer Index), l’istituto europeo che ha condotto lo studio –  non è rimasta al passo con i progressi fatti da molti altri stati. “In Italia – aveva affermato Björnberg – si continua a mettere i medici su un piedistallo, spesso ignorando diritti dei pazienti, trasparenza e attenzione per l’utente. Per dire le cose come stanno, va sottolineato che l’Italia risulta debole nella maggior parte dei settori: attesa, generosità dei sistemi, e-Health e accesso ai farmaci. I risultati medici sono ancora nella media. Nel corso delle attuali misure di riforma dell’Italia da parte del governo, la sanità dovrebbe avere la priorità. L’Italia ha bisogno di una vera e propria svolta per evitare nuovi downgrade in futuro”.

Insomma “i tagli alla sanità pubblica abbassano la qualità delle prestazioni e generano iniquità”, questa è la triste verità che emerge nel rapporto del Censis. “Per questo è prioritario trovare nuove risorse aggiuntive per impedire che meno spesa pubblica significhi più spesa privata e meno sanità per chi non può pagare”. Invertire quindi un trend che prevede, nel 2015, un gap di circa 17 miliardi di euro tra le esigenze di finanziamento della sanità e le risorse disponibili nelle regioni.”

E non finisce qui. Quest’oggi arriva l’allarme anche dalla Corte dei Conti nel Rapporto 2012 sul coordinamento della finanza pubblica. “Nel settore sanitario si registrano frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano a essere denunciati”. Peggio di così si muore.

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