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Italia-Inghilterra: le nostre PAGELLE

L’Italia è in semifinale ai campionati europei 2012 di Polonia e Ucraina. Era il grande obiettivo della Nazionale Azzurra, con la vittoria ai rigori sull’Inghilterra. Ora i ragazzi di Prandelli non hanno più nulla da perdere e potranno giocarsi le loro chance nel penultimo atto contro la fortissima Germania. Bisognerà, però, essere più precisi sotto porta. Ecco le nostre pagelle relative all’incontro con l’Inghilterra.

BUFFON – 8

Il clou lo raggiunge ipnotizzando Young e Cole dal dischetto. Ma il bel voto se lo guadagna durante i 120’, quando interviene miracolosamente su un tiro ravvicinato di Johnson e toglie dall’angolino una punizione sibillina di Gerrard. Immenso.

ABATE – 7.5

Al Milan nasce ala e cresce terzino, ma contro gli inglesi mette in campo entrambe le anime, facendo girare la testa sia a Young che a Cole. Nel primo tempo si propone spesso, ma Pirlo preferisce passarla a Balzaretti: quando i compagni si accorgono di lui, diventa pericolosissimo. Esce per infortunio, speriamo non grave. Spina nel fianco.

MAGGIO – 6

Non fortunato il suo ingresso in campo al posto di un Abate stremato. Rispetto al milanista pecca di esperienza e fisicità, ma quando può fa comunque male. Un’ammonizione ingenua (ma forse anche ingiusta) lo esclude dalla semifinale con la Germania. Arrugginito.

BONUCCI – 7.5

Controlla benissimo Rooney ed anche Welbeck non gli dà grossi problemi. Si fa trovare sempre pronto, gioca d’anticipo ed esce palla a piede. E i suoi centimetri in difesa sono una sicurezza. Corazziere.

BARZAGLI – 7

Finché dalle sue parti c’è Welbeck, gioca senza rischi, a parte qualche occasione in cui non è pulitissimo. Alla distanza, viene fuori la sua anima da lottatore. Nonostante i centimetri non lo aiutino, annulla lo spilungone Carrol e mette il tappo ai rigurgiti inglesi. Cagnaccio.

BALZARETTI – 7.5

Questa Italia non può fare a meno da lui. Le sue sovrapposizioni sono una lama tagliente nel fianco dei Tre Leoni ed i movimenti ad allargare il gioco manna dal cielo per gli inserimenti dei centrocampisti. Quando entra Walcott, si ritira in difesa, ed anche lì è bravo a rendere del tutto innocua la mossa di Hodgson. Imprescindibile.

PIRLO – 7.5

Il cucchiaio rifilato ad Hart inverte l’andamento psicologico dei rigori, dopo l’errore di Montolivo, e probabilmente ci consegna la vittoria (oltre a diventare il piatto preferito per gli sfottò verso gli inglesi). Il gioco dell’Italia passa da lui, ma chi lo conosce bene sa che non è ancora il Pirlo di sempre: più lento e macchinoso del solito. Se velocizza il gioco, diventiamo imbattibili. Iceman.

MARCHISIO – 7

Il suo è un gioco oscuro, ma preziosissimo. Lavora da incontrista e da manovratore, si sovrappone e fa girare la palla. Non è facile, per lui abituato a proporsi con continuità nei pressi del portiere avversario. Sacrificato.

MONTOLIVO – 6

Non è il caso di dare insufficienze, ma ancora una volta il ruolo di trequartista è la pedina mancante allo scacchiere di Prandelli. Stavolta, a differenza di Thiago Motta, in campo c’è uno che di mestiere dovrebbe fare il numero 10. Ma, come scrive Cotugno su Corrieredellosport.it, è “a impatto zero sulla partita”. Ecologico.

DE ROSSI – 8

Ormai non abbiamo più parole per descrivere il centrocampista della Roma. Inutile fare confronti con l’immenso Gerrard, ma è di certo uno degli uomini più importanti di questa Nazionale. Fa il difensore, il centrocampista incontrista e palleggiatore, e pure l’attaccante. Gli manca solo di giocare in porta. Esce per infortunio, e questa la notizia più brutta della serata. Sontuoso.

 

NOCERINO – 7.5

Debutta agli Europei sostituendo il giocatore più importante della Nazionale, ma il suo ingresso blocca definitivamente il centrocampo inglese. A pochi minuti dalla fine dei supplementari va pure in gol, ma con mezza gamba in fuorigioco. Il suo rigore, infine, è da freddo cecchino. Probabilmente, per tutta la carriera pagherà il paragone con Gattuso, rispetto al quale ha una tecnica decisamente superiore. Incursore.

CASSANO – 6.5

Lo vediamo tirare in porta e questo è già un sollievo. I difensori inglesi lo marcano stretto, lui però riesce a far circolare palla ed a tratti a impegnare Hart. Se giocasse più vicino all’area di rigore, sarebbe più pericoloso spendendo di meno a livello fisico. Volenteroso.

DIAMANTI – 7.5

Una bella favola quella del trequartista rossoblu: una carriera, fra alti e bassi, in squadre come Livorno, West Ham e Bologna. Poi l’arrivo agli Europei e un apporto straordinario alla causa azzurra, senza lasciar trasparire alcuna tensione, ma con la sola voglia di divertirsi. Tuttavia, non lo vedremo mai dietro due punte di ruolo. Accontentiamoci della sua esultanza dopo il match-ball dal dischetto. Incosciente.

BALOTELLI – 6.5

Prandelli lascia a casa tutti i centravanti, ma poi schiera Mario vertice alto dell’attacco, lui che è una seconda punta e non ha mai segnato moltissimo. Le sue non-doti di uomo d’area si vedono tutte, ma è un pericolo costante per la difesa di Hodgson, che lo teme. Gioca per la squadra e solo la prova straordinaria di John Terry gli nega il gol. Diligente.

PRANDELLI – 6.5

L’organizzazione di gioco è per buona parte impeccabile, il tentativo di cambiare mentalità anche. Mai l’Italia aveva schiacciato per tutta la partita una squadra come l’Inghilterra, mai aveva rischiato di uscire ai rigori dopo aver subito, e non imposto, il catenaccio. E questo è un fatto, di cui va reso merito al ct. Detto questo, non avremo pace finché non ci spiegherà qual è la sua idea di trequartista e quali siano i suoi piani per raggiungere quello che, in fondo in fondo, resta l’obiettivo del calcio: fare gol. Cocciuto.

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