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Pesaro film festival. “Tokyo playboy Club” inaugura il concorso

PESARO –  La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ha, negli anni, contribuito in maniera decisiva alla diffusione e alla conoscenza del cinema nipponico in Italia, basti ricordare i numerosi focus e gli altrettanto importanti volumi editi a partire dagli anni Ottanta su Oshima Nagisa e la New Wave giapponese.

Il Festival mantiene per questo un rapporto privilegiato con il cinema di qualità, sia giapponese che dell’Estremo Oriente in generale, come dimostra il vincitore del Concorso dello scorso anno: l’opera coreana The Journals of Musan (Musanilgi) di Park Jung-bum.

Non deve sorprendere quindi di trovare anche quest’anno in Concorso un film nipponico, proiettato proprio oggi come primo dei sette film della sezione competitiva Pesaro Nuovo Cinema, la cui giuria è composta da Antonietta De Lillo, Francesca Inaudi e Boris Sollazzo. Al Teatro Sperimentale gli spettatori hanno potuto infatti assistere a Tokyo Playboy Club del giovane Yosuke Okuda. Il regista, che ha solo 26 anni, ha avuto modo di farsi già conoscere in Giappone per la serie Cementary Youth (due corti e un lungometraggio), l’ultimo dei quali ha anche vinto lo Yubari Film Festival (principale rassegna di cinema fantastico in patria) ed è stato poi presentato a Rotterdam nel 2011.
Tokyo Playboy Club è la seconda regia nel lungometraggio di questo talentuoso regista di Fukushima, il quale racconta con umorismo nero la storia di Katsutoshi (Nao ?mori), un “pesce piccolo” della malavita giapponese che, messosi nei guai con la yakuza, trova rifugio nel nightclub che dà il titolo al film. Qui conosce la spogliarellista Eriko (la star televisiva Asami Usuda) che andrà a formare con l’amico Seikichi (il veterano Ken Mitsuishi, visto a Venezia lo scorso anno in Himizu di Sono Shion) un improbabile trio, il quale si troverà ad affrontare una serie di situazioni imprevedibili, finendo in guai all’apparenza senza vie di fuga.

Okuda propone un affresco colorato e vivace del sottobosco metropolitano e racconta con ritmo e trovate visive la tragicomica lotta per la sopravvivenza di un malvivente nei vicoli di Kabukicho, il quartiere a luci rosse di Tokyo. I bassifondi di Kurosawa sono però lontani, qui i modelli di riferimento sono piuttosto Tarantino e il Takashi Miike prima maniera; si parla infatti di microcriminalità e giovani scapestrati con tono stralunato ai limiti del grottesco, componenti tipiche degli yakuza eiga del regista di Ichi the Killer che il giovane Okuda ha sicuramente ben assimilato e rielaborato con la sua sensibilità. L’opera giapponese proiettata e apprezzata oggi dal pubblico, rappresenta quindi un inizio all’insegna della leggerezza e del divertimento per il Concorso di quest’anno: il “Nuovo Cinema” è anche questo.

Domani sarà il turno dell’altro film in Concorso proveniente da Oriente, si tratta del thailandese In April the Following Year, There Was a Fire, opera prima di Wichanon Somumjarn che sarà proiettata alle 16.15 al Teatro Sperimentale.

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