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Merkel, bastone e carota con un occhio a Germania-Italia. “ Vertice” a rischio flop

ROMA – Finisce in bellezza la prima parte di un brutto filmato, la riforma del mercato del lavoro. mentre si apre a Bruxelles una partita importante per il futuro dell’Europa , un Consiglio della Ue sul cui esito è difficile scommettere.

Può darsi, è questo che temono i più,senza alcun risultato concreto.  Cosa che invece deve per forza arrivare  da Varsavia dall’incontro Germania-Italia per decidere chi passerà alle semifinali degli europei.  Per dare un segno alla giornata del nostro Paese, pessimo, alla vigilia del vertice europeo,non  poteva mancare una nuova gaffe del ministro del lavoro Elsa Fornero.In una intervista afferma che “ il lavoro non è un diritto” poi rettifica, intendevo riferirmi al posto non alla persona.  La precisazione del ministro Fornero, che si è presa nuove critiche da parte dei sindacati aggrava la situazione,il rimedio peggio del male. Certo che bisogna difendere la persona, ma per difenderla, per difendere il suo diritto al lavoro sancito dalla Costituzione  c’è bisogno che ci siano posti di lavoro, che  l’industria, i servizi, gli apparati produttivi si sviluppino e non regrediscono come sta avvenendo oggi.

La “ due giorni” di Bruxelles rischia di avvitarsi sulla crisi

E’ questo il vero problema che ha di fronte il Consiglio della Ue, La “ due giorni “ di Bruxelles, invece, ancora  una volta rischia di avvitarsi sulla crisi senza individuare misure immediate sia per  mettere in salvezza l’euro, per combattere la speculazione che colpisce e devasta stati e popoli. C’è un legame stretto fra l’uscita dalla crisi, il superamento di una politica recessiva e  quella parola magica, crescita, che resta una parola e più passa il tempo si stinge, perde colore. Quella riforma del mercato del lavoro  Monti ha voluto ed ottenuto venisse approvata prima del vertice di Bruxelles  è proprio il segno della inadeguatezza, degli errori, delle scelte sbagliate  di chi  gestisce la politica dell’Unione europea. E’ stata “ordinata” al nostro Paese  dalle tecnocrazie di Bruxelles e Francoforte. Forse  questa “ordinazione “  fu sollecitata da Berlusconi. Monti l’ha fatta propria nel solco della riforme strutturali pretese dalla Ue. Ora la porta con sé, nella borsa, anche se ha dovuto impegnarsi per apportare cambiamenti richiesti delle forze politiche che lo sostengono. Ma questa riforma non porterà neppure un posto di lavoro in più, non darà  alcun input alla ripresa produttiva del nostro paese. E’stata approvata mentre in tutta Italia si svolgevano scioperi, manifestazioni, un grande presidio promosso dalla Cgil occupava lo spazio davanti a Montecitorio.  Quanto influiranno sui lavori del vertice europeo  i quattro voti di fiducia che il governo ha ottenuto dalla Camera?  Secondo noi per niente.

A l “ tandem” governo-parlamento  si oppone il Pdl

Invece avrebbe avuto un  reale significato  il “ tandem” richiesto da Monti, un documento approvato dal Parlamento, un mandato  affidato al premier. Il Pdl si è opposto ad un documento comune con Pd, e Terzo Polo. Basta scorrere la pagine dei giornali italiani e stranieri per capire che ben altra è la partita che nei due giorni si gioca,. Non è un caso che Anghela Merkel   non perda occasione per dire la sua, bastone e carota usati  secondo le persone che incontra. In serata se la vede in conferenza stampa con il presidente francese, Hollande. Non che sia ottimista ma,perlomeno, ammette che abbiamo bisogno  di più Europa. E di approfondire l’Unione monetaria”. “Abbiamo lavorato bene, in particolare sulla crescita-afferma Hollande- Francia e Germania vogliono approfondire l’unione oggi economica e monetaria, e domani politica”. Come si dice di buona intenzioni è lastricato l mondo. I percorsi dell’Unione europea lo sono ancora di più. Buone intenzioni la sera, prima di andare a cena all’Eliseo, ma al mattino Merkel ha di nuovo  fatto muro. “Non mi faccio illusioni. Mi aspetto a Bruxelles discussioni controverse. E se non tutti, molti occhi saranno puntati ancora una volta sulla Germania.Dico subito quello che non sarà detto mai abbastanza: non esiste alcuna soluzione facile e veloce a questa crisi. Poi definisce gli eurobond  “economicamente controproducenti”. “Sarebbero il ripetere vecchi errori. Siamo contrari alla condivisione del debito. Potrà essere realizzata solo dopo il controllo congiunto sui conti pubblici.” Insomma un siluro lanciato contro le postazioni presidiate da Monti il quale torna a ribadire che, da subito,occorre utilizzare il Fondo salva stati per combattere la speculazione, lo spread.

Lo spread non dà tregua, gli speculatori in agguato

Oggi le Borse europee hanno preso una boccata di ossigeno ma il fatto che lo spread fra titoli italiani e Bund tedeschi sia vicino ai 470 punti indica che la speculazione, i grandi Fondi, non hanno ritirato le unghie. Unica notizia positiva la decisione dell’eurogruppo che  ha approvato la richiesta di aiuti avanzata dalla Spagna e da Cipro. Madrid richiederà assistenza per 51-62 miliardi di euro, più un “margine di sicurezza” aggiuntivo. Il totale rientrerà nel limite dei 100 miliardi stabilito dall’Eurogruppo. Il presidente della commissione europea Jose Manuel Barroso, ha affermato che  “l’urgenza della situazione” non sembra essere “pienamente compresa in tutte le capitali europee”.  “Il vertice europeo dovrà togliere ogni dubbio sulla irreversibilità dell’euro”. Giusto, ma come, con quali decisioni concrete, con quali prospettive per l futuro? Interrogativi che  forse rimarranno ancora una volta senza risposta. 



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