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Ocse. Aumenta la disoccupazione. Italia travolta dalla crisi

ROMA – Dall’Ocse, (Organisation for Economic Co-operation and Development)   arriva l’ennesimo allarme sull’occupazione. Le previsioni, infatti, rivelate nel rapporto presentato oggi a Parigi parlano da sole, siamo sotto l’effetto domino di una crisi che continua ad aumentare le fila dei  disoccupati.

E l’Italia non è da meno. Anzi, secondo l’Ocse, il Paese è stato duramente colpito dalla crisi e la disoccupazione potrebbe aumentare  ancora nel 2013.

E nell’area euro non va meglio, tant’è che la disoccupazione ha raggiunto un nuovo massimo storico, ricorda l’Ocse, toccando l’11,1 per cento a maggio. Si tratta di 3,8 punti percentuali in più rispetto ad un minimo del 7,3 per cento che era stato registrato nel marzo del 2008. Parliamo di quasi 48 milioni di disoccupati a maggio 2012.  Lo 0,3 milioni in più rispetto ad aprile 2012 e 14,1 milioni in più rispetto a maggio 2008. Di questi, 11.9 milioni sono giovani disoccupati in tutta l’area ocse.
E tutti dell’area euro sono i paesi dove si registrano i maggiori livelli di disoccupazione dell’intera area Ocse: in Spagna (al 24,6%), Portogallo (15,2%) e Irlanda (14,6%).

In Italia a maggio la disoccupazione ha registrato una limatura al 10,1 per cento. Il livello di disoccupazione più basso in assoluto è quello della Corea del Sud, con un 3,2 per cento. Sugli Usa sono già disponibili i dati di giugno, quando la disoccupazione è rimasta invariata all’8,2 per cento.

Il problema della disoccupazione continua a pesare particolarmente sui giovani, anche se la catalogazione statistica di questa categoria, che vuole lo standard tarato sulla fascia di età 15-24 anni sta da mesi sollevando critiche da vari osservatori.

Ad ogni modo in questa fascia di età il tasso di disoccupazione sale al 16,1 per cento nell’area Ocse, al 22,6 oper cento nell’area euro e a valori ancora più acuti in vari paesi
dell’Unione valutaria, tra cui l’Italia con un 36,2 per cento. Ma anche in questo caso la maglia nera la ottiene la Spagna, con la disoccupazione che riguarda più di un giovane su due: il 52,1 per cento.

Insomma il rischio è che questa disoccupazione diventi cronica, come affermano alcuni esperti.
L’Ocse, inoltre, plaude alla riforma del mercato del lavoro approvata lo scorso giugno dal Parlamento e invita il nostro Paese ad attuarla in tempi rapidi.
«Si tratta   – scrive l’Ocse – di un passo importante visti  i tradizionali squilibri del mercato del lavoro italiano: la  bassa partecipazione delle donne; l’elevata disoccupazione, particolarmente tra i giovani; e la forte segmentazione dell’occupazione», afferma l’Ocse, sottolineando che «la riforma tenta di ribilanciare l’uso delle diverse forme  contrattuali:

  • 1) estendendo il periodo di attesa da rispettare tra due contratti di lavoro temporanei consecutivi;
  • 2) riducendo gli incentivi fiscali all’utilizzo di alcune forme di contratti non permanenti; e
  • 3) introducendo norme per la trasformazione automatica di improprie forme di lavoro autonomo in contratti di lavoro dipendente».

«Qualora la riforma fosse implementata interamente e in tempi rapidi – conclude l’organismo con sede a Parigi – potrebbe ridurre significativamente la segmentazione del mercato del lavoro».

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