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Siamo sempre più poveri. E il governo Monti sta a guardare

ROMA – Patrimoniale, redistribuzione del reddito, equità sociale. Tutte belle parole che, alla luce dei fatti, suonano così distanti da questo Paese governato dai tecnici delle promesse che, pur di risollevarsi dal baratro finanziario, stanno facendo pagare il prezzo più alto della crisi alle fasce più deboli, negando la possibilità di vivere serenamente a milioni di persone.

Non a caso il report stilato dall’Istat sulla povertà in Italia indica un panorama sempre più preoccupante, tra differenze socio economiche sempre più rilevanti,  in assenza di manovre tese a riportare l’indispensabile equilibrio, che nell’economia reale si chiama dignità.

Insomma bisognerebbe essere ciechi, sordi e pure muti per non comprendere appieno che questo governo ha ulteriormente aggravato lo stato sociale dei suoi cittadini. I dati diffusi parlano chiaro: nel 2011 l’11,1% delle famiglie risulta essere relativamente povero. Si tratta complessivamente di 8 milioni 173mila persone, 2 milioni 782mila famiglie.  E non finisce qui. Perchè il dato viene supportato da un altro fenomeno allarmante, come ha sottolineato  Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia Europa di Save the Children. Infatti, il peggioramento della condizione delle famiglie provoca una maggiore sofferenza tra i bambini, ovvero ciò che rappresenta il futuro di questa Italia.

Siamo solo all’inizio di un fenomeno che non si placherà con ricette fantasiose alla Monti, perchè questa crisi continuerà come continueranno le riforme inique di questo governo, la pressione fiscale, la cancellazioni di diritti e dei servizi pubblici indispensabili in una società che di democratico non ha più nulla. I recenti tagli alla scuola e alla sanità sono solo l’indicatore evidente che qualcosa non sta più funzionando e che si vuole deliberatamente distruggere a scapito di tutta la popolazione. Nel frattempo non si parla più di tassare i grandi patrimoni,  non si tagliano le spese agli armamenti che  assieme ai nuovi acquisti degli F-35 hanno superato la modica cifra di 40 milioni di euro. Non si ipotizza neppure l’ipotesi a tagliare quelle grandi opere lesive per l’ambiente circostante e per le popolazioni locali. La Tav e la recente scelta francese di non realizzare il tunnel proprio per questioni di denaro avrebbe dovuto far ragionare anche la nostra classe dirigente. Invece nulla.

Non per niente la questione povertà ha sollevato un coro di critiche tutte rivolte alle politiche economiche montiane. Il Codacons ha addirittura ventilato l’ipotesi di chiedere all’Esecutivo un decreto anti povertà per far fronte a questo allarme sociale, mentre Adiconsum propone di creare dei fondi di solidarietà per settori.
Intanto dal governo tutto tace. L’ennesima prova di un fallimento.

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