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Musica. Intervista ai Plutonium Baby

ROMA – I Plutonium Baby si sono formati nel 2010 dall’incontro di più musicisti, provenienti dai Cactus e le Motorama.

Come nascono i Plutonium Baby?
Daniela: Ad aprile del 2010, subito dopo un tour in Francia Motorama/Margaret Doll Rod, ci prendiamo un periodo sabbatico con le Motorama e decido di metter su qualcosa di nuovo, un gruppo con synth e chitarra, in cui avessero maggior rilievo le voci. Ne parlo con Filippo (Cactus) e Donatella (Motorama) e nascono i Plutonium Baby. Cominciamo subito a suonare in giro, ma dopo alcuni concerti, Donatella lascia il gruppo e Federico, anche lui ex-Cactus, si mette alla batteria.

Quali sono le vostre principali influenze musicali?
Daniela: Io sono cresciuta ascoltando un sacco di musica fin da piccola, ma il punk, sia come genere che come attitudine è quello che ha lasciato il segno. Comunque ognuno di noi ha delle influenze diverse. Gruppi che ci accomunano sono diversi, i Suicide, i Fall, i Joy Division, i Sonics, i Devo, i Dirtbombs, i Count Five, Sonic Youth, Jay Reatard.

Filippo: Il garage sporco, la punk-wave, il noise sonico, grandi classici e alcune follie minori… alla (sacra) lista sopra aggiungiamo Velvet Underground, Oblivians, Stooges, Chrome, Modern Lovers, Stranglers, Pere Ubu, Television, Wire, Zombies, Jon Spencer eccetera eccetera eccetera…

Venite tutti da altri gruppi (Cactus e Motorama): cosa vi ha spinto a unirvi nei Plutonium?
Daniela: L’amicizia innanzitutto e, ovviamente, la stima musicale. Avevamo già suonato insieme in altri gruppi. Io per un periodo ho suonato nei Cactus, prima ancora nei Parboiled con Filippo, poi con Donatella nelle Motorama. Praticamente si suona in famiglia!

Come nasce una vostra canzone?  
Daniela: Dipende. Spesso da giri di chitarra miei o di Filippo, a volte dal synth, altre volte mi è capitato di sognare dei riff.

Filippo: L’altra sera mentre mangiavo un bel piatto di pomodorini zebrini in fretta e furia perché avevamo un appuntamento, mi viene in mente un giro di synth per un pezzo nuovo. Ho lasciato lì la cena, ho preso la Welson mezza scordata di Daniela e ho registrato al volo il giro con il cellulare. Alla fine sono uscito senza cena.

Com’è la vostra giornata tipica in studio?
Filippo: Intanto a me fanno sempre aprire e chiudere quella maledetta porta del box piena di lucchetti! Poi tocca montare tutto l’ambaradam di tastiere e effetti per la voce, nel frattempo Federico si mette a fumare, quattro chiacchiere, ‘na biretta e, passata una mezz’ora, finalmente partiamo e … cominciamo a litigare sui volumi degli amplificatori!

Cosa non manca mai nel vostro mp3?
Daniela: A me manca l’mp3! Anni fa Filippo me ne regalò uno, ma non ci ho mai avuto un buon rapporto. Lo perdevo in continuazione finché un giorno è proprio sparito. Preferisco i vinili o le cassette che ascolto sempre quando sono in macchina dove ho ancora una vecchia autoradio. Ho anche cd ovviamente, non li amo molto, ma a volte sono comodi. E comunque mentre ascolto musica per me è importante anche l’aspetto visivo. Mi piace guardare le copertine dei dischi, leggere i titoli delle canzoni, dove sono state registrate, insomma tutte queste cose che ti avvicinano al gruppo che stai ascoltando. Quando uso l’mp3 invece ho sempre la sensazione che i pezzi siano sospesi nel vuoto, al massimo riesco a leggere il titolo del brano. E’ un piacere che rimane sempre un po’ insoddisfatto.

Filippo: Va a periodi: a volte mi fisso con un gruppo e carico il lettore di tutto quello che ho di quella band, a volte ascolto tante band diverse. Poi un giorno cancello tutto e ricomincio con qualcosa di completamente nuovo. Comunque dipende pure da dove sono, ad esempio per i viaggi lunghi in macchina mi piace ascoltare cose tipo Neil Young, The Reigning Sound ecc.

Se fosse possbile scegliere di lavorare con qualcuno con chi vorreste suonare?
Filippo: Mi sarebbe piaciuto suonare con The Gizmos. Mi piace l’attitudine che avevano. Un branco di pazzi. Oppure con i DEVO, ovvio!
Daniela: Ce ne sono tantissimi. Se dovessi fare qualche nome …uhm uhm in questo momento Bonaparte e Nina Hagen.

Qual è il consiglio che dareste a un gruppo di ragazzi che vogliono seguire la vostra stessa strada?
Daniela: Attitudine. Se quella c’è, gli direi di rimanere fedeli alla loro passione senza farsi condizionare da altro che non sia la musica. Anche se è dura e qualche volta ti capita di dormire per terra o di mangiare lo stesso panino dell’autogrill per una settimana, alla fine ti sei girato mezzo mondo, hai incontrato un sacco di gente, hai vissuto cose che non avresti mai immaginato ed hai riempito la tua vita di emozioni.
Filippo: Di non rimanere tappati in sala prove a farsi le seghe con tecnicismi e perfezionismi vari. Suonare dal vivo è il modo migliore per imparare.

Sogni nel cassetto?
Filippo: nel cassetto tanti calzini bucati che sto progettando di buttare. A parte questo, qualche bel tour lontano, magari in Sud America o in Asia!
Daniela: far uscire il nostro primo album e fare un tour in Australia. Non ci sono mai stata e vorrei incontrare un dingo!

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