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ROMA – Presentata dal Presidente della biennale Paolo Baratta e dal direttore Alberto Barbera la 69ma edizione della mostra internazionale del cinema di Venezia. I film proiettati al Lido sono sessanta, diciotto quelli in concorso, cioé diciassette più il tradizionale film sorpresa, che “non sarà cinese” ha precisato Alberto Barbera facendo ridere la platea di giornalisti, per l’ allusione alle scelte del predecessore orientate sul cinema del Sol Levante. Il tema ricorrente nelle opere, continua Barbera, è quello della crisi economica e dei fondamentalismi di ogni natura. Segno dei tempi.

In corsa per il Leone d’oro tre film italiani LA BELLA ADDORMENTATA di Bellocchio; E’ STATO IL FIGLIO di Daniele Cipri’; UN GIORNO SPECIALE di Francesca Comencini. In concorso grandi autori: Brian De Palma con PASSION; Kim Ki-duk con PIETA; il filosofico, ermetico e complesso Terrence Malick con TO THE WONDER; Takeshi Kitano con OUTRAGE BEYOND. C’e’ il francese Olivier Assayas con APRES MAI. L’austriaca Ulrich Seidl con PARADISE:FAITH seconda parte del film-scandalo PARADISE:LOVE.

Fuori concorso il documentario di Spike Lee BAD 25 su Michael Jackson, con riferimento al venticinquesimo anniversario dell’album Bad; c’è anche O GEBO E A SOMBRA con Claudia Cardinale e Jean Moreau di Manoel De Oliveira, regista in piena attività, che viaggia per il mondo all’età di 103 anni.

Diciotto sono i film della sezione dedicata alle tendenze del nuovo cinema: la Orizzonti. Per aiutare i giovani autori, che più di altri hanno bisogno di visibilità, ha spiegato Albero Barbera, la mostra si apre al Web. Per la prima volta le opere della sezione Orizzonti si potranno vedere in streaming online: in una sala virtuale, 500 spettatori , dopo essersi prenotati, potranno assistere sul web ai film nello stesso giorno in cui vengono proiettati al Lido, con un costo di quattro euro.

Quest’anno a Venezia si aggiunge la novità del Film Market, un vero mercato inteso come luogo di scambio. ”La limitata durata del mercato, cinque giorni in tutto – ha chiarito Alberto Barbera – certifica la serieta’ del progetto”.   “La mostra” – ha spiegato Paolo Baratta – “costa 10 milioni di spese vive, piu’ 3 milioni di spese generali, per un totale di 13 milioni di budget. Una quota fra 7,1 e 7,5 milioni viene dallo stato, il resto dagli sponsor e dalla vendita dei biglietti”. Ma, oggi, sono molte le voci a sostegno della cultura e dei festival del cinema, perché moltiplicatori di autentica ricchezza economica.

Bellissima la nuova sigla disegnata da Simone Massi che, in trenta secondi, riassume con inventiva d’artista il fascino di film e autori entrati nella storia del cinema

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