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Regione Lazio. La politica, teatro dell’assurdo. La Corte dei Conti: “Fatti gravissimi”

ROMA –  La vicenda dei fondi PdL che il capogruppo alla Regione Lazio Fra Fiorito ha usato indebitamente, tanto da essere accusato di peculato, preoccupa notevolmente la Corte dei Conti, la quale ha annunciato di avere aperto un’istruttoria.

“Sono fatti gravissimi”, ha detto il presidente Luigi Giampaolino. A proposito degli sprechi e delle spese ingiustificate da parte dei partiti in particolare del Pdl in Regione Lazio, Giampaolino ha aggiunto: “Anche la Corte in verità è molto preoccupata e oserei dire, usando un termine che però esprime uno stato d’animo, è addolorata per tutto questo”. Insomma, inutile nasconderlo, per il presidente è necessario controllare i bilanci dei partiti e di altre spese, dal momento che deve essere chiaro, specie “quando si tratta di soldi pubblici sono necessari controlli e verifiche  da parte di un organo esterno, indipendente ed autonomo”.  “Tutti gli altri rimedi o meccanismi che si vogliono individuare  non rispondono a queste esigenze di fondo”, ha precisato Giampaolino.
Invece le cose son andate molto diversamente, rispetto al risultato emerso dalla votazione in aula di ieri. Insomma, è’ bastato un provvedimento anti-sprechi ( l’abolizione di  3 commissioni speciali e il passaggio da 16 a 8 commissioni permanenti ndr),  per cancellare l’oscuro meccanismo dei soldi pubblici che alimentano tutti i partiti alla Pisana. Un meccanismo che evidentemente fa comodo a tutti e la votazione  unanime ne è la prova evidente.

Tuttavia Renata Polverini non sembra preoccuparsi molto: “Ovviamente gli organismi giudiziari e di controllo faranno le verifiche che devono effettuare: se ci sono delle irregolarità o delle colpe dal punto di vista giudiziario è giusto che ciascuno paghi un conto salato per quello che in questi giorni abbiamo visto”, ha replicato con una certa sicurezza.

Intanto Francesco Storace appoggia candidamente la governatrice elogiando il suo operato. “Dobbiamo dire con fermezza che  la presidente si è comportata con assoluta correttezza”, scrive nel suo blog. E poi: “È incolpevole rispetto a certe pratiche, e per questo non deve dimettersi, perciò deve proseguire nella direzione intrapresa. Anzi risulta in quest’ottica assolutamente fuori luogo e insensata la mozione di sfiducia dell’opposizione nei confronti della governatrice, visto che la sinistra stessa ha votato con noi i tagli proposti proprio dalla Polverini”. E su questo non ci piove sopra.

Ma allora perchè Nichi Vendola oggi etichetta la vicenda della Regione Lazio come uno “scandalo raccapricciante”? Forse dovrebbe parlare ai suoi due consiglieri che hanno votato sia il provvedimento Polverini che firmato la mozione di sfiducia che verrà discussa tra un  paio di settimane.
Sarebbe più intelligente polemizzare sull’evidente contraddizione dei suoi colleghi di partito.

Perfino il Vaticano  ha detto la sua attraverso il gesuita padre Michele Simone, vice direttore di Civiltà Cattolica, che dai microfoni di Radio Vaticana afferma: “È un momento difficile  perchè l’elemento molto negativo è, oltre il discredito nei confronti dei partiti, anche l’incapacità dei partiti di reagire in maniera significativamente incisiva”.
Ancora più duro il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi di Roma: “Non si comprende che i sacrifici non possano essere più equamente distribuiti con il sostegno del potere legislativo, mentre assistiamo al persistere di privilegi di corporazioni, a scandali ed abusi di denaro pubblico che sono intollerabili”.

Storace, dal canto suo, come un bambino che ha combinato una marachella scrive nel suo Blog: “Oggi diciamo a tutti  che quello che è successo, non accadrà più. Che le intenzioni di appena pochi giorni fa non sono rimaste parole ma sono fatti concreti. Che il Lazio diventa regione virtuosa alla quale guardare come esempio”.

Stiamo veramente assistendo ad un’opera di Samuel Beckett. Il teatro dell’assurdo va in scena.

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