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Disabilità nelle scuole, la proposta didattica dell’Associazione Ring 14 Onlus

“Il bambino dell’Anello” è una favola che promuove l’integrazione degli alunni disabili in classe

ROMA – Negli ultimi 20 anni, in Italia si è verificata una crescita  progressiva delle presenze nella scuola dell’obbligo dei bimbi con disabilità. I numeri parlano chiaro: nell’anno scolastico 2010-201 erano 139 mila (3 per cento del totale degli alunni), dei quali circa 78 mila nella  scuola primaria e più di 61 mila in quella secondaria di primo grado. È così che i dati si traducono in nuove esigenze. Oggi, infatti, è necessario adottare strategie didattiche innovative, che favoriscano la piena integrazione dell’alunno diversamente abile nella classe, rendendo significativa la sua presenza.
Secondo la Nota del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 30 novembre 2001 l’integrazione nasce da un progetto unitario, che coinvolge tutti gli operatori (dirigenti scolastici, docenti, collaboratori scolastici, genitori, tecnici della riabilitazione, …), e da un Piano Educativo Individualizzato, pensato in relazione alle diverse esigenze di alunni e famiglie.
I soli interventi degli insegnanti di sostegno e la didattica standardizzata non sono sufficienti. La vera integrazione avviene quando docenti, educatori, famiglie e alunni sono uniti nell’impegno di approfondire la conoscenza della disabilità, l’unica strada per abbattere paure e tabù.

In questo ambito, si inserisce il progetto didattico “Il Bambino dall’Anello”, basato sull’omonima favola, scritta da Annamaria Giustardi e promossa dall’Associazione Internazionale Ring 14 Onlus di Reggio Emilia, che da 10 anni si impegna nella ricerca scientifica contro la malattia genetica rara Ring 14, provocata da alterazioni del Cromosoma 14.

Il Bambino dall’Anello non è solo una fiaba: è uno strumento di supporto alla didattica per insegnanti ed educatori che desiderano spiegare la diversità, affrontando paure, curiosità e dubbi.
La storia è incentrata sulla metafora dell’anello di ferro – simbolo di tutte le disabilità – che rende alcune vite diverse ma che non ha il potere di “colpire” solidarietà e comprensione. Nella realtà, così  come nelle favole, tutto è possibile: Il Bambino dall’Anello aiuta a immedesimarsi nel protagonista per imparare a “incontrare” le diversità senza temerle, per conoscere da vicino la malattia e il disagio attraverso le emozioni di chi le vive.

“A volte, la disabilità molto grave spaventa, fa allontanare, soprattutto se non si conosce la malattia -racconta Stefania Azzali, Presidente RING14 Onlus e mamma di Matteo, affetto da sindrome RING14 – L’autrice ha saputo raccontare con dolcezza, ma anche con precisione, cosa significa essere bambini ammalati, diversi dagli altri, sentirsi rifiutati e non capiti, anche se si ha un cuore buono.”

L’Associazione RING14 Onlus ha l’obiettivo di proporre l’inserimento didattico della favola Il Bambino dall’Anello nelle scuole primarie e secondarie per affrontare in modo consapevole il tema della disabilità, suscitando discussioni e riflessioni che avvicinino gli alunni alla condizione del loro compagno diversamente abile.
Per questo, la favola – proposta in italiano e inglese – è corredata di schede didattiche versatili, ricche di informazioni scientifiche sulle malattie genetiche e pensate per favorire l’approfondimento. Contiene inoltre un CD di narrazione in italiano e inglese.

“Non bisogna a tutti i costi evitare ai bambini paura e dolore, perché sono parte della realtà -spiega Annamaria Giustardi, autrice della favola  – L’anello di ferro non ce l’hanno soltanto i bambini affetti dalla sindrome Ring 14: l’anello può essere qualsiasi altra malattia o difficoltà che impedisce di avere una vita
normale e sana. Questa favola quindi può essere trasposta, io credo, in molti ambiti”.

In vendita presso l’Associazione Ring14 Onlus, la favola il Bambino dall’Anello è disponibile con un’offerta libera a partire da 10 euro (escluse spese di spedizione). Il ricavato sarà devoluto per il finanziamento dei progetti di ricerca scientifica e sociale, seguiti direttamente dall’Associazione.

Per informazioni potete consultare il sito dell’associazione http://www.ring14.org/.

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