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Mostre. Enrico Lucherini, l’inventore delle PR del cinema italiano

ROMA – La nuova stagione cinematografica a Roma si è aperta con la conferenza stampa di Enrico Lucherini, il maggiore press agent del belpaese, colui che nel lontano 1959 inventò in Italia un’occupazione che allora non c’era – come lui stesso ha raccontato – ed esisteva soltanto nel cinema americano.

Oggi la sua impresa si concretizza nello studio Lucherini-Pignatelli, il più grande e famoso ufficio stampa italiano, il cui prestigio nasce dall’inventiva e dall’amore di Enrico per la settima arte e continua attraverso il delfino Gianluca Pignatelli.  Davanti alla folta platea di giornalisti Enrico Lucherini si è commosso, ha detto di non sentirsi più a suo agio nel moderno mondo della comunicazione, fondato su rapporti virtuali e non più umani. A chi gli ha chiesto chi o cosa più gli mancasse,  Lucherini ha risposto: “Certo non la Fornero!” e ha annunciato di voler inventare e lanciare un nuovo lavoro che in Italia non c’è. Esperimento top secret, che in un periodo difficile come quello attuale, ha creato attesa e potrebbe riservargli un posto ambito in paradiso.

Enrico Lucherini, nella sua professione, è famoso per aver usato il grimaldello della burla, attraverso cui entrava nel cuore degli spettatori. Nel 1958 esordì come addetto stampa de La notte brava di Mauro Bolognini, scritto da Pasolini. Qui fu posto il primo mattone di una strategia oggi nei dizionari con il nome di “lucherinata”:  buttò in acqua tutte le attrici del film – Rosanna Schiaffino, Elsa Martinelli, Anna Maria Ferrero, Antonella Lualdi, Mylène Demongeot – che il giorno dopo si ritrovarono immortalate sui giornali. Da allora questo straordinario PR ha lanciato 830 film creando notizie, inventando situazioni, star, amori, sceneggiature-stampa dei film insomma, disposto alle lucherinate più impensabili “purché se ne parlasse”.

Per i suoi 80 anni l’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale gli rende omaggio con l’esposizione “Purché se ne parli. Dietro le quinte di 50 anni di cinema italiano” ospitata dal Museo dell’Ara Pacis dal 13 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013. Nell’introdurre l’evento il giornalista Francesco Serra di Cassano ha sottolineato come Enrico Lucherini, inizialmente, con modestia, non pensasse a un progetto sul suo operato, ma sul cinema. Il risultato degli organizzatori è invece: “Una mostra incentrata sul lavoro di un genio della comunicazione e di un vero e proprio regista che ha inventato un nuovo modo di raccontare il cinema”. Come affermato dall’Assessore Dino Gasperini.

 Il percorso di Enrico è narrato attraverso i backstages dei 120 film più significativi da lui resi famosi: foto di scena, locandine, ritagli di giornale, vignette e disegni che restituiscono cinquant’anni di cinematografia nello stile di un protagonista. Gli oggetti più intimi di Lucherini – tra cui lettere e foto inedite – sono raccolti nel centro dell’Ara Pacis dove una sala video ospita la proiezione di tre film documentari: Enrico LXXV curato da Antonello Sarno e presentato nel 2007 alla Mostra del Cinema di Venezia; Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca, una raccolta di film italiani prodotti dalla Titanus dal 1947 al 1962, commentati da Oreste Lionello; infine  “ Titanus: un secolo di cinema e televisione”.
 La mostra è accompagnata da un libro che riproduce “l’anima pop” di Lucherini, ispirata ad una sua storica e colorita agenda, attraverso immagini, fotografie e aneddoti. Edito da Palombi, è un tassello che mancava al cinema italiano,  curato dallo stesso Lucherini con Nunzio Bertolami e con la collaborazione del giornalista Francesco Serra di Cassano, tra i creatori dell’esposizione e autore del suo felice titolo.

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