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La collina dei papaveri: evento unico. Recensione. Trailer

ROMA – Se qualcuno vi chiedesse di raccontare in poche parole la storia d’amore pulita, innocente, tra due ragazzi delle superiori, sullo sfondo di un Giappone da poco uscito dal conflitto,  nell’elenco mentale che state sfogliando dovrebbe esserci anche “La collina dei papaveri” di Goro Miyazaki.

Evento unico nei cinema, la cui proiezione è prevista per il 6 Novembre,  e in cento sale italiane aderenti, questo lungometraggio di Miyazaki racconta con una delicatezza non sempre scontata e in cui non sempre tutti riescono, la storia tra Umi, una ragazza che ha perso il padre, capitano di vascelli, (e ogni mattina issa le bandiere nella speranza che questi possa far ritorno) e un suo compagno, di un anno più grande, grande “attivista” all’interno della scuola per una giusta causa.

Sullo sfondo, una Yokohama che si sta sviluppando pian piano, dove aumentano i treni ma restano anche le vecchie tradizioni, angolo di uno spazio più ampio, il Giappone, che uscito dalla Seconda Guerra Mondiale, sta crescendo. Una storia non solo d’amore, ma anche incentrata sulla generazione di giovani dei Sessanta, che si chiede quanto si debba ancora, e se valga la pena, restare ancorati al passato invece di guardare al futuro.
Si è parlato di delicatezza, un elemento chiave, che è facilmente notabile in tutto il film, dove le tradizioni giapponesi trionfano in tutto il loro splendore, ma dove al contempo, la voglia di novità, è presente. Un compito arduo quello di questi studenti del 1963, che si trovano a dover fare i conti con i cambiamenti di una società che non  è più quella dei loro padri (ma che intendono rispettare ugualmente, anche se ormai il gap generazionale si preannuncia inevitabile).
Non un semplice sguardo nostalgico, né un elogio dei “bei tempi andati”, anzi, ma una bella spinta verso quello che è, e ciò che non è ancora configurato, condita da determinazione, da parte di Umi e il suo ragazzo, che pur di non far abbattere il Quartier Latin, luogo scolastico carissimo a tutti gli studenti, che personalmente hanno rimesso in piedi insieme ai loro compagni, vanno a parlare con il responsabile della demolizione, nonché promotore di una Club House al posto di quel luogo dove sono passati tanti giovani giapponesi ai tempi del liceo.

Rispetto verso ciò che è stato, che va tenuto presente per capire chi si vuole diventare, questo il messaggio. Bel ritratto, in questo film di animazione, di giovani caparbi e appassionati nella lotta per uno scopo preciso, che vivono in una terra e in   anni dove la libertà di espressione non è ancora del tutto arrivata a completamento.

Ottimo risultato oltre che dal punto di vista narrativo, anche da quello dei disegni, effetti speciali, musiche (tipicamente e giustamente giapponesi).

Altamente consigliato per chi apprezza l’eleganza, pacatezza, nell’animazione.
Un film di Goro Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki, Keiko Niwa
Musiche Satoshi Takebe
Arrangiamenti musicali Aoi Teshima, Kyu Sakamoto
Disegnatore personaggi Katsuya Kondo
Effetti digitali Atsushi Okui
Suono Koji Kasamatsu
Direttore doppiaggio Eriko Kimura
Produzione Studio Ghibli
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Koji Hoshino
Traduzione dal giapponese Elisa Nardoni
Adattamento dialoghi e Direzione doppiaggio Gualtiero Cannarsi
Assistente al doppiaggio Daniela Inserra
Distriubuzione Lucky Red
Animazione
91′
Uscita: 6 Novembre

La collina dei papaveri – trailer

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