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Fassina: “Nessuno mai più senza reddito o pensione”. LE FOTO

ROMA – “Mi avevano suggerito di presentarmi con un testimonial, come fanno molti. Ma io ho preferito essere qui con voi, donne, uomini, giovani e anziani, lavoratori a rischio e precari.

Siete voi i miei testimonial”. Ha esordito così Stefano Fassina, ieri sera nella sede romana della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, dando il via alla sua campagna per le  Primarie PD del 30 dicembre, per scegliere i candidati alle imminenti elezioni politiche.

Una sala strapiena, in  questo luogo-simbolo del valore storico del lavoro, alla quale Fassina ha ribadito il suo proposito fondamentale col quale intende misurarsi in politica: “Che nessuno resti più senza reddito o pensione”.

Unanime, naturalmente, il consenso dei presenti, fra i quali numerosi testimoni, appunto, delle condizioni difficili da cui oggi gli italiani devono trovare una via d’uscita: operatori della società civile, rappresentanti delle aziende in crisi della sanità, delle comunicazioni, dei trasporti, del turismo, della scuola, della ricerca, e precari, e disoccupati.

“Non è vero che non c’è più distinzione fra destra e sinistra – ha sottolineato il esponsabile economico del Partito Democratico -. La differenza  è che noi vogliamo cominciare a far pagare chi non ha mai pagato. Loro, la destra, continuano a far pagare chi ha sempre pagato”.

Questo è un primo passo per reperire risorse; il secondo – ha risposto Fassina a chi gli chiedeva una ricetta per uscire dal tunnel – è agire nella convinzione che “è il lavoro che crea lo sviluppo, mentre la flessibilità senza controllo lo soffoca”.

Questo – ha aggiunto – perché ormai è certo che certe formule non funzionano: se lo spread va giù, ma la disoccupazione va su, ci deve essere per forza qualcosa che non va. “D’altronde – ha tagliato corto – è il mondo reale che crea lavoro, non lo spread”.

Non c’è futuro senza radici? Certo, risponde Fassina, ricordando che  nel passato i progressisti al governo hanno ridotto il debito pubblico: “Si dovrà fare anche questa volta, ma – ha avvertito – giocando a carte scoperte, anche se sarà dura. E’ indispensabile una politica che stabilisce delle priorità, tramite un patto tra il mondo delle imprese e quello di chi lavora. Ma attenzione, ha sottolineato con forza: “Quanto sanno i nostri competitor di chi campa con 1200 euro al mese, o quali difficoltà travolgono le famiglie italiane quando chiude un asilo nido?”

Mettiamo dunque al centro di tutto il lavoro: usciremo dal tunnel. “E questo – s’è detto convinto Fassina – conquisterà anche coloro che non hanno mai votato per noi: è anche nel loro interesse, è nell’interesse di tutti”, ha concluso. 

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