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Malattie croniche e malattie rare, la ricetta medica è valida in tutta l’UE

Anche l’Italia dovrà adottare la direttiva entro l’ottobre 2013

ROMA – Le ricette mediche che prescrivono farmaci per trattare malattie rare o malattie croniche saranno valide in tutta l’Unione Europea. Questo è quanto previsto dalla Direttiva UE 2012/52, approvata lo scorso 20 dicembre. La direttiva introduce inoltre regole comuni per l’identificazione di medici, pazienti e farmaci prescrivibili.

I malati rari e cronici potranno dunque utilizzare la prescrizione fatta nel proprio Paese anche negli altri Stati Membri, sarà quindi più facile viaggiare in serenità.
Il Commissario europeo per la Salute e la Politica dei consumatori Tonio Borg ha ricordato in una nota che “l’anno scorso, la Commissione ha adottato una legislazione sui diritti dei pazienti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera. L’adozione odierna di un codice di condotta per le prescrizioni transfrontaliere è un ulteriore passo essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo principale di questa normativa: garantire che il diritto dei pazienti di accesso alle cure di buona qualità nei confini dell’Unione europea diventi una realtà”. E ha precisato che “queste regole aiuteranno sicuramente i pazienti che viaggiano in un altro Stato membro a ottenere le medicine di cui hanno bisogno nel Paese in cui si trovano”.
La Commissione ha precisato che “per gruppi specifici di pazienti il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere farà una differenza importante”. In questi gruppi rientrano sicuramente i pazienti cronici e i malati rari, che potranno così viaggiare senza temere di rimanere senza farmaci o rischiando di non poter reperire il proprio farmaco specifico.

Nella ricetta transfrontaliera i farmaci dovranno essere indicati attraverso la denominazione generica (salvo per quelli biologici), in modo da consentire una più semplice e corretta identificazione dei prodotti venduti nell’area unica sotto diverse denominazioni commerciali, nonché dei prodotti posti in vendita solo in alcuni Stati Membri. D’altro canto, la normativa non prevede nessuna limitazione per ciò che riguarda la forma, l’aspetto o la lingua in cui è redatta la prescrizione. Né sussisterà alcun vincolo circa ulteriori elementi, in linea con le pratiche nazionali, che i medici aggiungono alla prescrizione.

I Paesi Membri hanno tempo per adottare la direttiva fino al 25 ottobre 2013.

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