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Elezioni. Bersani apre ai moderati, Monti raccoglie l’invito

Berlusconi attacca il professore e chiede le sue dimissioni

ROMA – Dopo le aspre scaramucce e il botta e risposta a distanza tra Pier Luigi Bersani e Mario Monti ora si avverte una tiepida apertura. Insomma i tempi della velenosa campagna elettorale sono stati lasciati alle spalle, almeno per oggi, quando il segretario del Pd dalla conferenza stampa di Berlino ha rimarcato la sua politica del rigore e della crescita e parlato di ipotetiche alleanze: “Sono disponibile a dialogare con tutte quelle forze politiche moderate, ma non a tutti i costi.”. E poi: “da tempo dico una cosa molto semplice: l’Italia ha il diritto di avere qualcuno che ha il 51% in Parlamento, se l’avremo noi l’useremo come fosse il 49% perchè l’Italia ha dei problemi molto seri rivolgendoci a tutte le forze che non sono l’eredità del leghismo e del berlusconismo. Questa è la nostra intenzione che implicitamente contiene la disponibilitàa discutere con forze moderate, centrali, con Monti. Per fare cosa? Le riforme, il governo? Si vedrà…-, ha spiegato -. Certo,  – ha aggiunto – ,ho visto delle cose sul mercato del lavoro e sulle unioni civili che non mi piacciono. Non faccio le alleanze a tutti i prezzi”.

Il professore, dal canto suo, ha subito raccolto a distanza il messaggio e replica così da Pordenone, dove ha tenuto un incontro elettorale: “Apprezzo ogni apertura e disponibilità, e anche questa frase dell’onorevole Bersani che ha parlato dalla Germania, dove la politica fatta con l’apporto del Parlamento è stata apprezzata. Io – prosegue il premier uscente – sarò disponibile ad un’alleanza con tutti coloro e solo coloro che saranno seriamente impegnati nelle riforme strutturali”.
E di riforme Monti ne ha già in mente qualcuna, tant’è che da Oderzo, nella provincia di Treviso dove continua ul suo tour elettorale nel nord est parla di tagli: “Nella prima riunione del Consiglio dei ministri – avverte –  dimezzeremo il numero dei parlamentari”.
Ma è certo dietro a  questa apertura si legga altresì  una reciproca convenienza, specie per evitare la rimonta del centro destra di Berlusconi, sulla cui ipotesi economisti internazionali  hanno lanciato un vero e proprio allarme.
E questa volta è probabile che sarà Monti a doversi adattarsi anche alle estreme del partito, come lui le ha recentemente chiamate con un certo disprezzo, perchè rappresentano una parte importante di quel sentire maturato attraverso la pratica quotidiana delle molteplici problematiche che la crisi economica ha provocato e che milioni di cittadini sono costretti ad affrontare. D’altra parte la proposta del Pd, pubblicato sul sito nazionale parla chiaro, a partire dal taglio ai cacciabombardieri ai soldi destinati ai settori importanti della società quali la sanità e l’istruzione.

Berlusconi: “Monti dimettiti”

Nel frattempo Silvio Berlusconi cavalca l’onda dei sondaggi, specie quelli che lo danno in ascesa rispetto a tutte le altre formazioni: “Sono disperati – tuona il cavaliere –  perché credevano di avere la vittoria a portata di mano. Invece il loro programma va nella continuazione della politica adottata da questo governo negli ultimi 13 mesi: Imu, aumento Iva, no riduzione Irap imposta rapina per le imprese. Loro non riescono a far altro che veder ridursi la distanza da noi, siamo in area di sorpasso”.
E poi riferendosi al professore dice: “Mi ha deluso. Si è rivelato una persona completamente diversa dalla persona che avevamo pensato che fosse. Non ha credibilità perché – aggiunge – aveva promesso a Napolitano a me, a Bersani e agli italiani che non sarebbe diventato un protagonista della politica e che avrebbe fatto l’innovatore, invece si è messo con due tipi come Fini e Casini che erano in Parlamento trent’anni fa. Già questo fatto iniziale mi ha portato a dire che ci sono cascato come tanti altri. Vedo un Monti – aggiunge – che è l’opposto del Monti al quale ho dato la mia firma affinchè fosse nominato senatore a vita, per questo chiediamo che si dimetta. Un senatore a vita, per definizione, è qualcuno sopra le parti”.

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