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Elezioni. Monti perde colpi e attacca. Probabile voto disgiunto in Lombardia

Berlusconi apre alle coppie di fatto, anche “tra il prete e la perpetua”

ROMA – A meno di due settimane dal voto la campagna elettorale si fa ancora più rovente.Mario Monti continua a lanciare messaggi a  Pier Luigi Bersani, con l’intenzione di creare confusione nell’elettorato. Insomma sembra più l’azione di un tipico guastatore della seconda guerra mondiale che di un tecnocrate riformista, come lui stesso si definisce.  
E oggi Monti dai microfoni di TgCom24 ha davvero esagerato attaccando nuovamente il Pd e il suo segretario con il suo solito modo pacato ma non per questo meno subdolo e insinuoso.
Su Bersani ha detto di non condividere la logica del voto utile, quasi volesse ignorare volutamente che in Italia esiste la libertà di voto. “Auspico – ha detto – che coloro che voteranno Scelta Civica alla Camera e Senato votino Albertini”. Monti dimentica però che alcuni centristi, come la cordata Montezemolo, si sono già espressi a favore di Ambrosoli. Insomma un particolare che richiama al voto disgiunto dei centristi e che fa scricchiolare l’unità in casa Monti, tant’è che la tensione tra Ichino e Albertini è ormai cosa risaputa.

E poi sul bilancio dell’Unione Europea e sulle critiche mosse dallo stesso Bersani il professore ha replicato: “I risultati in Europa dello statista Berlusconi li abbiamo conosciuti. Quelli di Bersani non li conosciamo. Comunque è un pò infantile dire che siccome Cameron è contento dev’esser stata una vittoria di Pirro. Poi ha aggiunto: “è chiaro che ognuno ha tendenza di presentare nei propri paesi gli aspetti positivi del risultato ottenuto ma poi sono i numeri che contano”. Non c’è veramente da credere. Monti, da buon tecnocrate sembra essersi accordato con la Merkel, visto che sono gli unici d avere una visione comune sul bilancio dell’Unione Europea. Bilancio sul quale la maggioranza dei partiti non intende affatto esprimersi, considerando che si tratta di un voto vincolante.

L’attacco di Monti continua successivamente  dalla convention al teatro Parenti di Milano, dove durante il suo intervento prende di mira ancora Bersani e la Cgil: E poi:”E’ a capo di una coalizione legata anch’essa molto alla vecchia politica che preferisce vincere con ali larghe alle elezioni imbarcando tante contraddizioni che impediscono di governare quando si arriva a ostacoli difficili. Dentro quella coalizione vi sono forze rispettabilissime sul piano dell’idea, anche a tutela dei lavoratori, ma che storicamente interpretano in modo controproducente il benessere dei lavoratori e frenano anzichè stimolare l’occupazione produttiva capace di fare crescere la quota dell’Italia”.
E ancora: “La coalizione di centrosinistra  può scordarsi che noi possiamo dare apporto a una maggioranza e a un governo se non prevarranno posizioni riformiste e un proseguimento delle riforme anche nel mercato del lavoro”.
Insomma è un Monti che lascia intravedere qualche scorcio di insicurezza, quello apparso quest’oggi. Probabilmente per via della situazione in Lombardia in cui si prefigurano nuovi scenari.

Ma non finisce qui. Il professore, sempre dal teatro Parenti, riserva qualche parola anche per Silvio Berlusconi che lui stesso definisce come: “Il mio predecessore, lui ritiene anche successore, che continua a fare promesse cercando di comprare i voti degli italiani con i soldi degli italiani”. “E poi – aggiunge –  nello stesso polo c’è la Lega, la cui visione per l’Italia, il nord Italia, la Lombardia e l’Europa non penso di dover spendere parole”.
Infine il professore gira la frittata, facendo intendere che i suoi avversari politici non vogliano avere nessun confronto con lui: “Sapete – ribadisce Monti –  io ho sempre detto fin dal primo giorno che ero disponibile per ogni tipo di confronto e mi farebbe piacere averlo, ma finora nessuno di questi confronti è stato possibile. Per qualche ragione nessuno vuole questo incontro”.

Bersani, dal canto suo, ribadisce che “Tutti i voti sono utili”. Ma avverte che a due settimane dall’apertura delle urne sia necessario prendere le distanze proprio da Monti.
“Il voto a Sel – dice Nichi Vendola, quasi volesse mandare un messaggio al cuore di Monti –  è una polizza di assicurazione per ancorare  a sinistra la coalizione”. E poi rivolgendosi al premier uscente via Twitter: “Caro Monti lei è un vero esperto di disoccupazione. Mezzo milione di disoccupati in un solo anno: tutto merito suo”-

Nel frattempo Antonio Ingroia prende di mira il sindaco di Firenze e il centro sinistra: “Matteo Renzi ha tentato il rinnovamente è stato battuto ha detto le cose peggiori sul Pd ma poi lo sostiene. Non è un campione di coerenza. Bersani è un funzionario di partito messo a capo di una struttura che eredita il vecchio modo di fare politica”, dice. Ingroia è sicuro che la sua lista di Rivoluzione Civile e il Movimento 5 Stelle siano le uniche formazioni capaci di rompere gli schemi dei partiti.  Almeno questo vanno dicendo da un po’ di tempo.

E se Monti attacca, non tarda ad arrivare la performance del cavaliere dai microfoni di LA7 dove è stato intervistato dal duo Porro-Telese.
Il cavaliere apre alle coppie di fatto, qualunque essa siano, fosse pure “tra il prete e la perpetua”. Si dice favorevole al Ponte sullo Stretto e a cambiare la legge sulla cittadinanza. Su quanto pronunciato nel giorno della memoria dice di non aver detto nulla di male su Mussolini e infine alle domande incalzanti di Porro, conferma addirittura di aver mantenuto i patti siglati nel contratto degli italiani del 2008.
Insomma, nulla di nuovo all’orizzonte, a parte Berlusconi che non fa più ridere nessuno.

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