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Grillo, follia da successo elettorale

ROMA – Grillo  vittima del suo stesso risultato elettorale? Pare proprio di sì. Almeno osservando gli ultimi episodi che la cronaca ci sta raccontando. Lo dice il fatto che non si è ancora capito bene se sia lui a parlare in nome di tutti i deputati che siederanno a Montecitorio, attaccando tutte le ipotesi plausibili di governo,  oppure se stia continuando ad impartire strategicamente gli ordini ben nascosto all’interno della sua villa, da giorni assediata da cronisti e operatori assetati di conoscere le reali intenzioni del comico genovese.

Qualunque sia la risposta, Grillo deve tenere bene a mente che oggi anche lui è dentro fino al collo nelle istituzioni e quindi se vuole evitare il tracollo del paese deve iniziare a sviluppare un’idea di governo anche con gli altri evitando le solite proteste di piazza, i tweet al vetriolo che danno la sensazione di provocazioni un po’ sterili.  
Ieri insultava Bersani definendolo un “morto che parla” e oggi scrive che “se proprio Pd e Pdl ci tengono alla governabilità possono sempre votare la fiducia al primo Governo M5S”, una strada impossibile visto che parliamo di una forza minoritaria in entrambi i rami del Parlamento.
C’è stato addirittura uno scambio a distanza tra il Capo dello Stato e Grillo. Quest’ultimo lo ha elogiato per aver disdetto l’incontro con il candidato cancelliere dell’SPD Peer Steinbrueck che aveva definito sia Grillo che Berlusconi, due clown. “Napolitano merita l’onore delle armi”, ha scritto Grillo nel suo blog. ” In questi anni è stato criticato per molte scelte a mio avviso sbagliate, ma ieri in Germania ho visto, al termine del suo mandato, il mio presidente della Repubblica”.  E conclude con: «Chapeau», ovvero “tanto di cappello”. Parole che lo stesso Presidente dice di aver particolarmente apprezzato.
Tuttavia,  botta e risposta a parte, pare ci sia un bel po’ di confusione sulle  future mosse di Grillo,  specie in questa giornata genovese  iniziata con l’intervento degli artificieri per un pacco sospetto recapitato proprio al comico, che poi si è scoperto contenere solo due bottiglie di vino inviate da un ammiratore come segno di stima.

Continuano anche  le polemiche sull’appello lanciato ieri da una giovane elettrice, tale Viola Tesi, 24enne fiorentina, ex studentessa di Scienze politiche che ora lavora in una gelateria a Venezia, la quale aveva dato vita a una raccolta di firme per chiedere al M5S di dare la fiducia a Bersani e non certo a dimostrazione di una debolezza, ma per trovare dei comuni denominatori che possano per lo meno risolvere le questioni più spinose del Paese. Una richiesta più che legittima alla quale oggi è arrivato prima una replica cinguettante quasi si volesse rammentare la linea originale di un movimento che dice aprioristicamente “no” ad accordi e inciuci di qualunque genere.
Oggi però le cose vanno diversamente e a volte Grillo sembra dimenticare che al governo ora c’è anche lui, anzi ci sono i suoi. “Come noi rispettiamo gli elettori – ha detto Pier Luigi Bersani – anche Grillo li rispetti. I numeri li vede anche lui. Non pensi di scappare dalle sue responsabilità con delle battute. Ci si vede in Parlamento e davanti agli italiani”.
Insomma, inutile ripeterlo, i senatori e deputati grillini oggi hanno una responsabilità doppia. La prima riguarda la governabilità del paese e la conseguente rassicurazione nei confronti dell’opinione pubblica internazionale che tiene gli occhi puntati sull’Italia. La seconda è la possibilità di attuare quelle importanti riforme di cui il Paese ha la necessità assoluta. Riforme, che tra l’altro rientrano perfettamente nell’agenda politica del partito democratico. E poi  sarebbe bene che Grillo la finissse di strumentalizzare l’informazione tutta accusandola di collusione con la casta della politica. Perchè non è corretto fare di tutta un’erba un fascio e continuare a interloquire solo con la stampa estera, com’è successo ancora oggi.

Perfino Viola Tesi, la promotrice della petizione pro-fiducia al governo, è finita in pasto al blog di Beppe Grillo, rea di aver ordito una proposta  possibilista per dare seguito a un’intesa di governo. Bisogna ammetterlo che il successo, pur meritato che sia, a volta da alla testa. Si dice che spesso anche i grandi personaggi abbiano sofferto del delirio di onnipotenza. Ma la storia implacabilmente insegna che questa strada sarebbe meglio evitarla. Sempre.

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