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Grillo, bocca cucita, colpisce la Costituzione

ROMA – Ormai giornalisti, cine-operatori, fotografi e cronisti d’assalto non aspettano altro che Beppe Grillo dica qualcosa, dia un segno sulle future intenzioni, che non sia quello del solito “vaffa” generale.

La bellissima dimora  a Marina di Bibbona, un tempo residenza del principe Ginori, è assediata giorno e notte in attesa che il leader del M5S esca allo scoperto. Lo inseguono mentre lui fa jogging incappucciato come un ladro nel tentativo  di camuffare  la sua vera identità. Insomma, Grillo vuole essere lasciato in pace, tenta di crearsi attorno a sè quell’alone di mistero che c’entra ben poco con l’impegno istituzionale che lo aspetta nei prossimi giorni.
Ma lui niente, imperterrito, non si concede ai giornalisti nostrani, troppo succubi dei loro editori e della politica marcia che lui tanto denuncia. Lo fa invece con quelli stranieri, tant’è che oggi ha rilasciato un’intervista al Time Magazine.
 In qualunque altro paese un uomo con la sua popolarità e con i  risultati politici che lo accompagnano, avrebbe già parlato all’opinione pubblica dicendo chiaramente cosa intende fare. Almeno per rispettare i suoi elettori e i simpatizzanti che dentro la cabina elettorale hanno votato il suo Movimento.

Dario Fo avverte Grillo
Lo ha fatto perfino Julian Assange, il divulgatore degli scomodi segreti di Stato, parlando a Londra dal balcone dell’Ambasciata Ecuadoriana, unico Paese che gli ha concesso l’asilo per evitare l’arresto e la conseguente estradizione. E si è rivolto a tutti, senza distinzione.
Grillo, invece, si muove in gran segreto anche quando non corre sulla spiaggia bagnata dal Mar Tirreno, quasi ci fossero dei misteri di cui solo pochi eletti possono essere a conoscenza.
Persino il nobel e suo sostenitore Dario Fo  mette in guardia il comico. Lo fa in un’intervista rilasciata al britannico The Guardian. ” Occorreva un visionario surrealista come Beppe Grillo per salvare l’Italia”, dice Fo. E poi: “Il Pd ha trattato Grillo senza rispetto, chiamandolo fascista e buffone ma ora gli sta tendendo la mano. Ora la vera trappola per Grillo è cadere nell’inganno dell’adulazione. Proprio come accadde nel XIV secolo a Cola di Rienzo, dove il figlio di un taverniere corteggiò i romani con la sua oratoria divenendo capo della città, salvo poi veder eclissarsi il suo sostegno prima di essere ucciso dalla folla mentre tentava di scappare con un travestimento”. Qualcosa però è trapelato. Sembra, infatti, che i 163 neo parlamentari del M5S stiano arrivando a Roma per l’incontro blindatissimo che si terrà con ogni probabilità all’Hotel Saint John nei pressi di San Giovanni e al quale dovrebbe partecipare lo stesso Grillo. Il condizionale è d’obbligo visto che le ultime notizie lo danno ancora nella sua villa toscana dalla quale continua a scrivere sul suo blog.

Intanto arriva anche la notizia che sul rapporto con la stampa si discuterà domani, alla presenza di quello che viene chiamato «lo staff», ovvero Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio su tutti. Come confessa candidamente un eletto siciliano: «Casaleggio ha costruito un impero, ne sa più di noi, parliamone domani con lui». E un altro eletto aggiunge: «la linea comunicativa da tenere all’esterno ci verrà data domani, oggi non ne parliamo. I giornalisti – è il consiglio ai ‘colleghì – prendeteli per il culo come ho fatto io oggi, divertitevi…”

Grillo contro la Costituzione
Oggi il comico genovese ha scritto un posto riferendosi al fenomeno della  circonvenzione di elettore: “Bisognerebbe  cacciare a calci i parlamentari che cambiano casacca.  Grillo si scaglia contro gli eletti che possono fare, “usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”.  “La «circonvenzione di elettore – scrive Grillo,  – è una pratica molto comune nel Parlamento Italiano, adottata da voltagabbana, opportunisti, corruttibili, cambiacasacca”.  Ma il comico dimentica che l’articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato» e che in sostanza permette a qualsiasi eletto di cambiare gruppo o schieramento. Il leader del Movimento Cinque Stelle ha pubblicato sul suo blog un lungo e durissimo commento su quello che definisce «circovenzione di elettore», ovvero, a suo avviso, il fatto che «cittadino può essere gabbato a termini di Costituzione».

 

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