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Presidenze Camere. Pd, fino all’ultimo tenta accordo istituzionale

ROMA – Siamo alla vigilia di un prima tappa importante di questo cammino istituzionale. Domani, infatti saranno eletti i presidenti di Camera e Senato. I gruppi politici sono in fermento tra incontri e riunioni per capire se ci sarà un clima di condivisione. Ipotesi alquanto improbabile visto il diktat del Movimento 5 Stelle che anche oggi ha ribadito l’intenzione di votare soltanto i suoi.

“Votiamo i nostri candidati”, hanno detto i capigruppo del Movimento cinque stelle a Camera e Senato Roberta Lombardi e Vito Crimi.  Crimi in un video ha spiegato la procedura interna per individuare il candidato, una sorta di  doppio turno, come lo definisce lui, che funzionerà così: “Ci riuniremo al Senato e voteremo un nostro candidato presidente, a voto palese, e poi dopo avere graticolatì – cioè sottoposti al fuoco di fila di domande per testarne doti e preparazione – quelli che hanno più voti, ne sceglieremo uno e quello sarà il nostro candidato fino alla fine”. Stesso iter alla Camera come spiega la Lombardi: “Anche noi avremo un candidato nostro per la presidenza della Camera, anche noi abbiamo individuato una rosa di nomi e faremo la nostra scelta”.
Insomma l’assemblea dei deputati del M5S sta esaminando la rosa dei nomi, individuata ieri attraverso le autocandidature, 10 nomi per la Camera e 4 per il Senato. “Dopo una giornata di confronto, anche a seguito dell’incontro con esponenti del PD, – ha scritto su Facebook Crimi –  si è deciso di non scendere a nessun compromesso e di indicare il nostro candidato alla Presidenza della Camera e alla Presidenza del Senato, candidato che  voteremo compatti”.

Insomma, quella di oggi sarà una giornata davvero lunga e intensa. Mistero anche sulle prossime mosse e candidature del Pd, che va ricordato è il partito che ha incassato il maggior consenso elettorale. Il Pd in una nota ha smentito categoricamente di aver deciso già le candidature, come  alcuni telegiornali avevano dato per certo. Infatti, si era parlato prima di una possibile convergenza sui candidati del M5S, strada tra l’altro impraticabile visto che non è stata siglata nessuna alleanza e poi erano spuntati i nomi di Dario Franceschibi alla Camera e Anna Finocchiaro al Senato.

Nonostante questo clima di incertezza il Pd ha fatto intendere chiaramente in una nota che resta aperto fino all’ultimo minuto, affinchè si possa trovare un accordo istituzionale. “Il Pd conferma di essere alla ricerca di un dialogo aperto perchè ciascuno prenda le proprie responsabilità di fronte al tema delle istituzioni e si arrivi se possibile ad una scelta condivisa. Fino all’ultimo il Pd lavorerà non per l’autosufficienza, ma per una larga assunzione di responsabilità”.  

Come si vota a Camera e Senato
Probabilmente in tarda serata se non nel cuore della notte qualcosa nel merito si saprà. Le riserve sui nomi saranno sciolti e poi domani  ci sarà la prima seduta delle Camere per l’ elezione dei Presidenti di Camera e Senato.  Come da prassi alla Camera dei Deputati si procederà con voto segreto attraverso l’utilizzo di schede. Per il primo scrutinio sarà necessaria la maggioranza dei due terzi dei componenti, ovvero 420 voti, mentre per il secondo e terzo scrutinio basterà ottenere il consenso dei due terzi  dei votanti , schede bianche comprese. Dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti.

Per il Senato invece la votazione sarà sempre a scrutinio segreto. Tuttavia fin dal primo scrutinio sarà necessario ottenere la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, cioè 161 voti. Nel terzo scrutinio, che avrò luogo sabato 16, basterà la maggioranza assoluta dei votanti. Nel caso in cui nessun candidato ottenesse i voti necessari, al quarto scrutinio si procederà ad un semplice ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti nel terzo scrutinio.

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