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Grillo come l’Inquisizione. Chi ha votato Grasso confessi il delitto

ROMA – Grillo non parla per molte ore, medita sulla sconfitta subita, un’onta per lui,  non  si capacita del fatto che alcuni senatori, dodici per la precisione, forse anche qualcuno di più, si siano resi responsabili di aver disobbedito ai suoi ordini. Che erano chiari: mai votare qualsiasi cosa, candidature in primo luogo, che sia presentata dai partiti.

Lo ha detto e ripetuto più volte, lui e quel bel tomo che si chiama Casaleggio. Se accade ce ne andiamo, avevano avvertito. Però volevano dire se accade vi cacciamo. E’ accaduto. Ci sono stati infatti “ grillini” che hanno votato per Piero Grasso ed hanno contribuito al suo successo, alla sua elezione a presidente del Senato. In effetti lo hanno fatto  “ autorizzati “ dal gruppo che si  è riunito, ha votato a maggioranza per  depositare nell’urna scheda bianca. La runione è stata  tempestosa diconoi alcuni giornalisti che hanno sentito le grida che provenivano dalla stanza in cui i grillini erano riuniti. Tanto tempestosa che  alla fine la maggioranza nsi è rimangiata la decisione ed ha autorizzato la libertà di voto. Grillo è andato su tutte le furie non solo per la disobbedienza ai suoi ordini ma, forse soprattutto, perché  la rete, quella che gli dovrebbe assicurare il possesso dei suoi adepti, lo ha tradito clamorosamente. Quasi il 90% dei messaggi che sono arrivati e poi un sondaggio fatto da La 7 confermava hanno dato ragione a coloro che hanno votato per Grasso, addirittura li hanno incitati. Ed ecco che poco prima della mezzanotte  Grillo prende carta e penna, si fa per dire, consultato, si pensa Casaleggio,   dà alle stampe, alla rete, un comunicato che lascia basiti,  chiede ai traditori di confessare il loro peccato.  Sposta le lancette del tempo all’inizio del 1100 quando per indagare e punire i sostenitori di teorie considerate contrarie all’ortodossia cattolica papa Lucio III in combutta con l’imperatore Barbarossa, fondano l’Iinquisizione. Nel 1252 con una bolla  Ad extirpanda, Innocenzo III autorizzò l’uso della tortura. Nell’Ottocento i tribunali dell’Inquisizione che si macchiarono di orrendi delitti vennero abolita in quasi tutti gli Stati europei. Fu mantenuta nello stato pontificio e con Pio X prese il nome di “Santa Congregazione del santo Offizio”. Con il Concilio Vaticano II, pontefice Paolo VI, cambia ruolo e prende il nome attuale di “ Congregazione per la dottrina della fede: Grillo evidentemente non conosce la storia e pensa di essere ancora ai tempi del Barbarossa, figura che sente a lui vicina.

E scrive: “ Nella votazione di oggi per la Presidenza del  Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso,l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con voto palese. SE questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi p unti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto. Nel “ codice di comportamento  eletti  movimento 5 Stelle in Paralamento, sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è  citato: Votazioni in aula decise a maggioranza dai parlamentari del M5S. Se Qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le conseguenze.” Verrebbe da chiedere: che fai li cacci? Li fa ingurgitare olio di ricino? Li sottoponi a pubblica fustigazione? Li mandi al rogo su una pubblica piazza? Si potrebbe liquidare con queste battute un atto di autoritarismo che è nelle corde di Grillo. Ma la cosa è talmente grave che richiede alcune considerazioni. I senatori  che sono stati eletti, tutti i senatori e quindi anche i grillini, rispondono ai regolamenti del Senato e alla Costituzione. Ci sono occasioni durante i lavori  d’ aula e anche nelle Commissioni , crediamo, in cui  il voto segreto è obbligatorio. Così come del resto la Costituzione lo prevede per i cittadini nelle occasioni in cui sono chiamati a votare. La segretezza del voto è uno dei valori più alti. Così come  l’articolo della Costituzione secondo cui i parlamentari non hanno vincolo di mandato, quell’articolo che Grillo ha messo sotto accusa. Agli uffici di presidenza di  Senato e Camera spetta  di tutelare i parlamentari, tutti e quindi anche i grilli, nell’esercizio delle loro funzioni. Alla società civile cui Grillo e Casaleggio si richiamano quello di tutelare la democrazia, la Costituzione, di metterla in salvo da pericolose  scorribande di avventurieri senza onore e senza scrupoli. L’Italia ne ha già vista abbastanza, prima e dopo la seconda guerra mondiale e anche ai giorni nostri.

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