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Governo, un cane che si morde la coda. I saggi pronti al lavoro

ROMA –  La notizia è  arrivata. Dopo le consultazioni lampo, il Presidente della Repubblica ha definito  i due gruppi di lavoro che si riuniranno nel corso della prossima settimana – stabilendo contatti con i presidenti di tutti i gruppi parlamentari – su proposte programmatiche in materia istituzionale e in materia economico-sociale ed europea.

Così dice il comunicato del Quirinale. Ormai sono noti i saggi  incaricati da Giorgio Napolitano che avanzeranno proposte programmatiche sulle riforme istituzionali: il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale; il senatore Mario Mauro, capogruppo dei montiani in Senato; il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello e l’ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd).

Una decisione legittima, quella di Giorgio Napolitano, che comunque spiazza e suona malauguratamente come un invito alla maggiore forza di centro sinistra e a quella di centro destra a trovare una soluzione comune: le cosiddette larghe intese, che solo una parte del Pd aveva ipotizzato come una  soluzione idonea. La cosa certa è che  Pier Luigi Bersani, appresa la decisione di Napolitano, ha confermato nuovamente che non ci sarà nessuna intesa con il Pdl.  “Un governo di cambiamento e una convenzione per le riforme restano per noi l’asse sul quale ricercare il contributo più largo delle forze parlamentari”, ha detto il segretario. E lo ha fatto anche Gennaro Migliore di Sel, tanto per chiarire qualsiasi dubbio: “Noi contrasteremo un governo con Berlusconi, perchè esiste anche una responsabilità nei confronti del Paese che un governo Pd-Pdl non lo vuole”. Migliore ha poi aggiunto di  non aver capito quali siano gli intenti dal punto di vista istituzionale. Aspetterei i successivi passaggi, non si è chiarito nemmeno nei nomi quali dovrebbero essere i profili. “Io più che essere contrario o favorevole vorrei capire meglio – ha aggiunto – non è chiaro quale sia il rapporto e l’iter che dovranno seguire”.

Ma non è tutto. E’ probabile altresì che una parte politica non si sentirà affatto rappresentata da questo gruppo di lavoro, tant’è che nessuna figura si potrebbe definire portatore delle istanze del Movimento 5 Stelle. Insomma, siamo a capo e dodici anche se Napolitano, come ha giustamente riportato   Vito Crimi sulla sua pagina di Facebook, ha di fatto avvalorato la tesi grillina, secondo cui il Parlamento può operare tranquillamente anche senza un nuovo governo.
 
L’unico ad essere contento in questa fase è Mario Monti, che viene legittimato per la seconda volta: “Ho apprezzato che il presidente Napolitano abbia deciso di restare e la sua iniziativa di oggi, oltre che essere di perfetta correttezza istituzionale, si configura anche  all’insegna della concretezza. Il governo sta lavorando e il nuovo Parlamento sta lavorando con il governo su alcuni provvedimenti d’urgenza, come i pagamenti alle imprese che dovrebbe essere pronto già ai primi giorni della prossima settimana”.
Indubbio che i saggi tenteranno di escludere la strada che porta il Paese verso nuove elezioni. Probailmente si perderà  altro tempo prezioso in una situazione socio economica che peggiora di giorno in giorno.  La conclusione è molto semplice. Fino ad ora il M5S non ha accettato le advance del Pd. Il Pd, o meglio i bersaniani,  a loro volta non vogliono neppure sentire l’alito addosso del Pdl. E così anche la soluzione di Napolitano potrebbe concludersi nel peggiore dei modi. Non è quindi escluso che si torni presto a votazioni anticipate. Chissà, forse mandare Bersani direttamente alle Camere non sarebbe stata una cattiva idea. Poteva funzionare.Forse.

La protesta delle donne

Coro di protesta delle donne, che tra i dieci saggi non hanno neppure una rappresentante. “L’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria chiede a Napolitano la nomina di dieci sagge per integrare i due gruppi di lavoro “, scrivono le associazioni partecipanti all’Accordo per la democrazia paritaria.

”Il livello di uguaglianza tra i sessi è un indicatore, un termometro del grado di civiltà di una nazione… Ma anche oggi in Italia, dove la condizione delle donne non è certo comparabile al passato, resta ancora molto da fare.”.
Queste sono due frasi estrapolate proprio dal discorso del Presidente della Repubblica  lo scorso 8 marzo che fanno temere sull’esito della missione dei due gruppi di saggi nominati, che ricordiamo è di dieci uomini. 

Insomma è stata trascurata l’importanza della forza innovatrice delle donne, nelle quali il Paese e alcune forze politiche hanno dimostrato di credere, visto il risultato delle recenti elezioni politiche. Per questo motivo le associazioni si rivolgono  al Presidente Napolitano perché fa ancora in tempo ad aggiungere di propria libera iniziativa altrettante donne competenti.

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