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Silvio Berlusconi condannato in appello

MILANO – Con un’accelerata al Processo Mediaset sui diritti Tv, questa sera è arrivato il verdetto dei giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Milano, che conferma la sentenza di primo grado e condanna Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione (di cui tre sono stati indultati) per frode fiscale, nell’ambito del processo sui diritti tv Mediaset.

Confermata anche la condanna a 5 anni d’interdizione dai pubblici uffici e di 3 anni dagli uffici direttivi. L’ex Presidente del Consiglio, in solido con altre tre persone condannate dovrà versare 10 milioni di euro a favore dell’Agenzia delle entrate.
Con l’ottimismo che lo contraddistingue, il Cavaliere ancora ieri, confidava in un’assoluzione totale“ Se giudici saranno integerrimi, sarò assolto totalmente” ha affermato. Non era così fiducioso l’avvocato Nicolò Ghedini, che uscito da Palazzo di Giustizia di Milano ha commentato il verdetto”Ce l’aspettavamo, è una sentenza pessima, assolutamente annunciata, considerati i toni e i modi utilizzati dai giudici nella conduzione del processo, ne prendiamo atto e faremo ricorso in Cassazione”. “ La forza della prevenzione” ha proseguito Ghedini “ è andata al di là della forza dei fatti”. Dall’accusa è stato  prosciolto con assoluzione il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, condannato invece Frank Agrama, ritenuto il socio occulto dell’ex premier nella compravendita gonfiata dei diritti televisivi. Il Pdl, dopo la lettura della sentenza, si è schierato compatto con Silvio Berlusconi e ha gridato ad un uso politico della giustizia, alla persecuzione e a una condanna assurda. Daniele Capezzone coordinatore dei dipartimenti del Pdl ha detto “ Continua la persecuzione giudiziaria nei confronti del Presidente Silvio Berlusconi. Evidentemente per una certa magistratura la stagione della pacificazione è lontana”. Renato Brunetta capogruppo alla Camera ha urlato “ E’ disgustoso. La sentenza contro Berlusconi è politica, anzi antipolitica perché colpendo lui, si favoriscono i disegni disgregatori del nostro paese”. Applausi invece alla sentenza dal M5S. E Rodotà ha commentato ironico” C’è chi vuole impedire la pacificazione che ci volete fare…”.
 La sentenza è stata pronunciata dopo quasi 10 anni d’indagini e 6 anni di processo a singhiozzo, un vero e proprio percorso ad ostacoli, ricorso alla Consulta, richiesta di trasferimento dei procedimenti a Brescia, legittimi impedimenti di Silvio Berlusconi. Sul procedimento pende comunque la pronuncia della corte costituzionale attesa per fine di giugno sul conflitto di attribuzione fra i poteri dello stato sollevato da Palazzo Chigi in relazione al legittimo impedimento a prendere parte ad un’udienza del 1 Marzo 2010, che fu negato a Berlusconi, se la Consulta dovesse dare ragione alla Presidenza del Consiglio, il processo dovrebbe tornare a quell’udienza del 2010, in primo grado e i reati oggetto del procedimento andrebbero prescritti tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014. Una sentenza comunque decisiva quella pronunziata oggi, l’ultima parola spetterà  adesso alla Cassazione, che in caso di conferma, aprirebbe una questione politica che potrebbe far fare un passo indietro in politica al Cavaliere, e farlo decadere automaticamente dal seggio di senatore.

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