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Cannes 2026, Palma d’Oro a “Fjord” di Cristian Mungiu

Il Festival di Cannes 2026 premia cinema civile, memoria del passato e grandi temi contemporanei

La 79ª edizione del Festival di Cannes si chiude con un palmarès profondamente legato ai grandi temi del nostro tempo: guerra, identità, memoria storica, diritti civili e tensioni sociali. A conquistare la Palma d’Oro è stato Fjord del regista rumeno Cristian Mungiu, premiato dalla giuria presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook.

“Fjord” vince la Palma d’Oro: un dramma familiare tra religione, isolamento e radicalizzazione

Ispirato a una storia vera, Fjord racconta la vita di una coppia evangelica trasferitasi in una remota cittadina della Norvegia. Protagonisti del film sono Mihai, informatico rumeno interpretato da Sebastian Stan, e Lisbet, medico norvegese interpretata dalla pluripremiata Renate Reinsve.

Nel ritirare il premio, Mungiu ha lanciato un forte messaggio sociale e politico:

“Le società contemporanee sono sempre più frammentate e radicalizzate. Questo film è un impegno contro ogni forma di fondamentalismo”.

Il regista ha inoltre sottolineato il valore del giornalismo investigativo e della ricerca della verità, ribadendo l’importanza di tolleranza, inclusione ed empatia.

Grande sorpresa a Cannes 2026: il Premio della Giuria a “The Dreamed Adventure”

Il Prix du Jury è andato a The Dreamed Adventure della regista tedesca Valeska Grisebach. Il film segue una giovane archeologa impegnata in una missione rischiosa al confine tra Bulgaria e Turchia, affrontando traffici criminali e abusi contro anziani e persone fragili.

“Minotaur” conquista il Grand Prix con una riflessione sulla guerra in Ucraina

Il Grand Prix è stato assegnato a Minotaur del regista russo Andrey Zvyagintsev, autore da anni in esilio. Secondo la stampa indipendente russa, il film rappresenta una delle più importanti prese di posizione artistiche sulla guerra in Ucraina da parte di un autore russo contemporaneo.

Miglior regia ex aequo: identità queer e memoria europea protagoniste

Il premio per la miglior regia è stato assegnato ex aequo agli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi per La bola negra e al regista polacco Paweł Pawlikowski per Fatherland.

Durante la premiazione, i registi spagnoli hanno dedicato il riconoscimento “a coloro che non hanno potuto amare liberamente e a chi è stato costretto al silenzio”, ricordando le vittime delle repressioni contro la comunità LGBTQ+.

La bola negra affronta il dramma della guerra civile spagnola e il destino di Federico García Lorca, assassinato anche a causa della sua omosessualità. Fatherland, invece, racconta il ritorno dello scrittore Thomas Mann in una Germania devastata dalla guerra.

Migliori interpretazioni: premi ex aequo tra guerra, malattia e umanità

Il premio per la miglior interpretazione maschile è andato ex aequo a Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont, intenso racconto ambientato nelle trincee belghe della Prima Guerra Mondiale.

Per la miglior interpretazione femminile, la giuria ha premiato Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden del regista giapponese Ryusuke Hamaguchi. Il film affronta con delicatezza il tema della malattia terminale e della dignità umana.

Premio per la sceneggiatura a “Notre Salut”

Il Prix du Scénario è stato assegnato a Notre Salut del regista belga Emmanuel Marre. Il film affronta il coinvolgimento di alti funzionari francesi nel regime di Vichy e nella collaborazione con il nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Caméra d’Or a “Ben’Imana”: il Ruanda e la memoria del genocidio

La Caméra d’Or per la miglior opera prima è stata assegnata a Ben’Imana della regista ruandese Marie-Clémentine Dusabejambo. Ambientato in Ruanda nel 2012, il film segue una sopravvissuta al genocidio dei Tutsi impegnata nei processi di riconciliazione nazionale.

Il palmarès completo di Cannes 2026

  • Palma d’Oro: Fjord di Cristian Mungiu
  • Grand Prix: Minotaur di Andrey Zvyagintsev
  • Premio della Giuria: The Dreamed Adventure di Valeska Grisebach
  • Miglior Regia: Javier Calvo e Javier Ambrossi per La bola negra e Paweł Pawlikowski per Fatherland
  • Miglior Sceneggiatura: Notre Salut di Emmanuel Marre
  • Miglior Attrice: Virginie Efira e Tao Okamoto per All of a Sudden
  • Miglior Attore: Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward
  • Caméra d’Or: Ben’Imana di Marie-Clémentine Dusabejambo
  • Palma d’Oro per il cortometraggio: Para los contrincantes di Federico Luis.

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