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PARIGI – “Nell’ultimo anno abbiamo fatto progressi. E’ tornata la fiducia e la Commissione Europea ha rettificato il cammino dell’austerity. Ma il livello di disoccupazione giovanile è insopportabile”.

Parole di François Hollande che risuonano come la decisa spinta sull’acceleratore, quelle lanciate a Parigi durante un summit dell’istituto Berggruen sulle tematiche della disoccupazione giovanile. Un summit che ha radunato dirigenti di tutta Europa, pronti a trovare soluzione ad un problema che tocca almeno 14 milioni under 25. Per l’Italia erano presenti il ministro del lavoro Enrico Giovannini, ma anche l’ex premier e senatore a vita Mario Monti.
Quella della disoccupazione è un emergenza che deve esser risolta ora” ha proseguito il presidente della Repubblica Francese. “Sono le generazioni più colpite che stanno chiedendo conto ai governanti di oggi. Ci ricordano delle speranze di poter aver un lavoro subito dopo gli studi, di avere una vita di successo. Non si lasciare questa generazione senza nessuna prospettiva”. Parole al miele quelle del leader socialista francese verso quel ceto che più di tutti stanno pagando col tempo della loro vita la crisi economica. “Se non diamo solidarietà ai giovani, i giovani sentiranno solo rancore e amarezza nei confronti dell’Europa. Tutti siamo d’accordo, quindi facciamolo” la conclusione del leader transalpino.

 Risorse da dedicare al tema sono già state impiegate. Almeno 6 miliardi sono sui tavoli europei, ma altri potrebbero derivare da una tassa delle tassazioni finanziarie, che potrebbero confluire direttamente nei fondi di Bruxelles. Sono tra le soluzioni futuribili. Sicuro però ci sarà una confluenza di intenti tra Francia e Germania il prossimo 3 luglio, quando i ministri del lavoro europei si riuniranno attorno ad un tavolo per trattare i loro piani ambiziosi per rimediare a questa piaga sociale che morde le nuove generazioni europee.
Un leit motiv, quello di Hollande, ripetuto con parole differenti da tutti gli altri esponenti presenti al foro. “Houston abbiamo un problema. Il nostro problema sono i giovani” è stato l’esordio del ministro Giovannini, parafrasando l’incidente dell’Apollo 13 durante la terza missione dello sbarco sulla Luna. Era il 17 aprile1970, e la questione dei tre astronauti tenne col fiato sospeso tutto il mondo. Un po quella de Neet, di coloro che sono senza lavoro e che non studiano, ma anche di coloro che il lavoro lo stanno cercando. “La generazione più formata non trova lavoro. Dobbiamo essere pragmatici e lasciarci alle spalle le querelle ideologiche” ha concluso il ministro italiano.

Il ministro delle Finanze tedesco Schäuble ha invece sottolineato la necessità di fare riforme strutturali per far si che il l’economia sia innovativa. Se così non sarà l’Europa non potrà competere in un mondo globalizzato”. Osservazioni che certo non sono sfuggi al suo analogo francese Pierre Moscovici, che ha parlato di una necessità di equilibrio tra consolidamento e la crescita. “Non abbiamo paura delle riforme, ma ci interessa che vengano risolti i problemi sulla frammentazione finanziaria, la differenza dei tassi di interessi che si applicano ai finanziamenti delle piccole e medie imprese”. Infine: “Non accettiamo che l’Europa dorma, vogliamo svegliarla” ha concluso il 29esimo ministro delle finanze della storia francese. Troveranno delle soluzioni pragmatiche?

 

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