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Edili. 31 maggio ripartiamo. La cronaca di una giornata di mobilitazione nazionale

ROMA –  Volantinaggi, presidi, comizi, cortei, scioperi tradizionali e al contrario:con lo slogan “Ripartiamo!” oggi è andata in scena la giornata di mobilitazione nazionale delle costruzioni promossa dai sindacati di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil ed articolata con iniziative territoriali. Decine di migliaia i lavoratori, i disoccupati ed i cassa integrati che, spesso con le famiglie al fianco, hanno partecipato alle iniziative organizzate nelle principali città italiane.

“Rilanciare le costruzioni per far ripartire l’economia”, questo il messaggio inviato all’esecutivo nazionale ed ai governi regionali dalle piazze e da Feneal, Filca e Fillea, con una serie di richieste: rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, interventi sui temi della trasparenza e legalità  del mercato, norme di accesso agli appalti, contro il lavoro nero e per affermare la qualità  del lavoro e dell’impresa. Ed ancora: il via alle opere infrastrutturali su cui il Cipe ha deliberato il finanziamento senza però rendere gli importi disponibili, un allentamento selettivo del Patto di stabilità  per consentire ai comuni virtuosi di avviare un piano di opere finalizzate alla messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio dal rischio idrogeologico e sismico, rendendo strutturali e rafforzando gli incentivi destinati alla riqualificazione del patrimonio abitativo.

LE INIZIATIVE
Due gli scioperi al contrario, che hanno visti protagonisti decine di disoccupati edili e cassaintegrati di Bologna e di Perugia, che hanno fatto alcuni interventi di manutenzione e ripulitura di un centro sociale del Comune di Bologna e di una scuola elementare a Perugia. Tanti i cortei che hanno sfidato le pessime condizioni atmosferiche. In 7mila hanno sfilato per le vie di Palermo, dove alla protesta dei lavoratori si sono unite le associazioni datoriali siciliane, concludendo davanti a Palazzo dei Normanni con il comizio di Massimo Trinci, segretario generale della Feneal Uil, e con il successivo incontro con i rappresentanti istituzionali. Mille i lavoratori che hanno preso parte all’iniziativa in programma nella capitale, davanti alla sede della Regione Lazio, dove ha preso la parola il segretario nazionale della Filca-Cisl, Franco Turri. Molto partecipato anche l’appuntamento della Lombardia, con  2.500 lavoratori in presidio sotto la sede della Regione a Milano e comizio di Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil. Grande partecipazione a Matera, dove in 1.500 sono arrivati da tutto il territorio, in particolare dal distretto del mobile imbottito. E proprio un gruppo di lavoratori si sono “esibiliti” in piazza nell’allestimento di un divano. Anche Oristano invasa dagli edili, oltre 1.500 e questo è il primo appuntamento di una serie che i sindacati sardi metteranno in campo nel mese di giugno. Ricordiamo ancora i cortei a Biella,  Reggio Calabria, al Porto di Taranto con oltre 3mila persone, a Genova, dove l’edilizia ha fatto 8 ore di sciopero. E poi i presidi: a Napoli con 700 lavoratori, nelle Marche con 200 , a Firenze con 150, in Friuli con 150, a Bolzano con 350, in Molise con 300 lavoratori davanti la giunta regionale. Bolzano Trento hanno tenuto conferenze stampa al mattino e fatto volantinaggi al pomeriggio, così come la Valle d’Aosta, che ha raggiunto tutti i cantieri per portare ai lavoratori le richieste del sindacato al Governo e alle imprese. Infine, singolare iniziativa a Ferrara, dove con tanto di testamento e bandiere listate a lutto, è andato in scena il “funerale
dell’edilizia”.
Assenti giustificati di questa straordinaria giornata l’Abruzzo, che scenderà  in piazza domani e l’11 giugno, mentre a causa dell’allerta meteo, sono stati revocati i due scioperi al contrario in programma nel Veneto (restauro di un ponte ed esercitazione di messa in sicurezza di argine di fiume), ma domani 1 giugno saranno in 1.000 a partecipare  alla manifestazione regionale unitaria confederale, vestiti con tuta bianca e  caschetto, saranno preceduti dallo striscione  “lavoratori delle costruzioni per il lavoro, per il territorio,  per la legalità .

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