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L’Aquila: restituzione tasse imprese. Una “road map” concreta nei prossimi mesi

Sulle tasse da restituire per le imprese del cratere rimane tutto come prima. La restituzione avverrà al 40%”. La senatrice Maria Grazia Gatti ha ritirato l’emendamento al decreto IMU-CIG, di cui era relatrice e dove, su richiesta del governo, aveva inserito di nuovo un testo inadeguato, su cui avevano lavorato i Ministri Moavero, Trigilia e il Ministero del Tesoro.  Anche questa volta, grazie ad un forte impegno del PD, abbiamo salvato la situazione.

Appena ho letto il testo dell’emendamento, ho subito lanciato l’allarme, mettendo al corrente della situazione il sindaco, Massimo Cialente, Giovanni Lolli e il sottosegretario Giovanni Legnini, che immediatamente si sono attivati, coinvolgendo associazioni di categoria e sindacati. Ma non possiamo andare avanti così, non si può sempre correre ai ripari in situazioni d’emergenza.

Non è pensabile che i ministri di questo esecutivo, in cui convergono le principali forze politiche, vengano a L’Aquila a prendere degli impegni- l’ultimo il Ministro D’Alia, accolto in pompa magna e con tutti gli onori dal Consiglio regionale, che invece ha snobbato la presidente della Camera Boldrini- e poi tornino a Roma a combinare pasticci, con atti del governo completamente sconclusionati. Che senso ha essere andati a Bruxelles, con il presidente Chiodi in testa per stigmatizzare la decisone di imporre all’Italia il recupero del cento per cento delle tasse sospese alle aziende colpite dal terremoto, se poi inizia la procedura d’infrazione. A che gioco stanno giocando?

Nei palazzi romani si hanno idee confuse e sbagliate sull’Aquila e molti atteggiamenti contribuiscono a peggiorare la situazione. Sulla questione L’Aquila va cambiato registro. Le priorità per la ricostruzione le conosciamo: fondi certi per la ricostruzione materiale e socio economica e sospensione delle tasse. Ora si deve passare ad un vero gioco di squadra, per delineare una “road map” da seguire nei prossimi mesi, in vista della legge di stabilità. Le procedure d’infrazione europea incombono. Il ministro Trigilia segua la ricostruzione in tutti i passaggi. Se non ci riesce, restituisca la delega e il presidente Letta la assegni a qualcuno che riesca a coordinare i vari dicasteri impegnati.

Anche le categorie produttive ed i sindacati che qui a L’Aquila sono giustamente mobilitati, devono coinvolgere le sedi regionali  e nazionali. La vicenda delle tasse e dei fondi per la ricostruzione si risolvono con atti politici importanti, a livello nazionale ed europeo. Nelle Commissioni parlamentari, di cui faccio parte, ascolto tanti soggetti che vengono a chiedere di tutto. Non ho mai ascoltato qualcuno che sia venuto a perorare la causa aquilana. Organizziamoci bene, non si vince con i tatticismi pre elettorali, ma con un piano di lavoro chiaro, portato avanti con metodo scientifico.

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