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Mamma Rai che vergogna. Parte una petizione contro il reality The mission

ROMA – Ha davvero del vergognoso la nuova trasmissione che la Rai sta producendo sulla tasca dei contribuenti che pagano il canone televisivo. Parliamo di “The Mission”, il nuovo reality che stando a quanto è trapelato, sarà girato con alcuni vip nei campi profughi nel Sud Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo e in Mali.

La notizia ha fatto scattare subito le proteste delle Ong, visto che parliamo di luoghi spesso dimenticati da Dio, dove miseria e dolore regnano perenni e dove i riflettori mediatici si accendono molto di rado per raccontare le tragedie umane che li popolano.
Avremmo potuto accettare di tutto da Mamma Rai, anzi dopo l’annullamento di Miss Italia abbiamo perfino creduto che la nostra televisione sarebbe tornata a veicolare almeno un pizzico di cultura in più, quella con la C maiuscola. Invece, ahimè, ci siamo illusi.
Ci chiediamo ora, perplessi e increduli,  cosa c’entrino Al Bano, Emanuele Filiberto, Paola Barale, Michele Cucuzza e Barbara De Rossi con queste tragedie? Probabilmente questi Vip hanno finito il loro tempo e adesso hanno bisogno di rispolverare la loro immagine caduta nell’oblio? Insomma se perfino questi drammi devono diventare un prodotto televisivo significa che abbiamo perso il lume della ragione.
Fortuna ha voluto che l’operazione, visto le proteste che ha innescato, si stia rivleando per quello che è, ovvero un’operazione commerciale aberrante. Se n’è accorto perfino un ragazzo di appena 25 anni, uno studente di Farmacia che ha lanciato subito una petizione on line per fermare quello che lui definisce: “uno spettacolo grottesco e umiliante di vedere raccontata la sofferenza umana dei rifugiati da personaggi estremamente discutibili e che probabilmente mai l’avrebbero fatto se non avessero visto un’immediata convenienza in termini di immagine e commerciale”.
Sembra addirittura che in questa operazione siano coinvolti l’Ong Intersos e addirittura l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati che avrebbero offerto la loro collaborazione alla trasmissione. Sarebbe anche questo un atto gravissimo, visto che parliamo di un organizzazione,  la Unchr, nata dopo la seconda guerra mondiale con il compito di assistere i cittadini  fuggiti dalle proprie terre di origine a causa di un conflitto e non per dare supporto a trasmissioni del genere che speculano sui drammi umani.
Chissà come la prenderà la presidente della Camera Laura Boldrini che conosce molto bene le problematiche in questi campi. Insomma, la domanda rimane sempre la stessa quando parliamo di una discutibile e indecente offerta televisiva. Fino a che punto è lecito spettacolarizzare sulle tragedie umane, qualunque esse siano? E il buon senso dov’è finito? Certo è che per dirla alla Carlo Verdone, gli ideatori di questo programma devono avere “due palle così”, perchè per arrivare a scrivere un programma del genere ce ne vuole davvero tanto di pelo sullo stomaco. Sarebbe il caso che la Rai fermasse subito questa operazione lesiva per la dignità umana. E a dirla tutta, basta con questi reality puerili e banali.

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