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Rifiuti Divino amore. I segreti di una discarica che non serve

ROMA – Si ingarbuglia giorno dopo giorno la faccenda sulla nuova discarica del Divino Amore. Se non fosse successo tutto questo baccano, a partire dalla notte dei Fori,  probabilmente ignari cittadini si sarebbero trovati una nuova discarica sotto il loro naso dalla mattina alla sera. Insomma, si sarebbero svegliati a cose già fatte a loro insaputa.

Perchè i cittadini, che sono anche i diretti interessati, sono sempre gli ultimi a sapere le cose. E in questa vicenda  le cose tenute segretamente ben nascoste sono davvero tante. Troppe, probabilmente. E non parliamo solo di ipotetici tavoli tecnici tenuti a porte chiuse in orari e in luoghi imprecisati e indefiniti, di cui nessuno è a conoscenza. La relazione del commissario straordinario ai rifiuti Goffredo Sottile è diventata una chimera. Chi cerca di carpirne telepaticamente gli oscuri significati, chi ne fa richiesta in carta bollata e chi la definisce costellata da punti poco chiari, ma ahimè non ha voce in capitolo per controbattere. Sta di fatto che questa relazione segretissima non è stata mai resa pubblica. Perchè? Forse il suo contenuto è troppo debole per giustificarne le scelte?
Per ora non è dato a sapere, ma qualcosa, seppur impercettibilmente, si sta muovendo attorno a questo gruppo deciso di cittadini che non vogliono svendere per una seconda volta il loro diritto alla salute, visto che una discarica dieci anni fa gliel’hanno già costruita.

Ieri e anche oggi il ministro della Difesa Mario Mauro, ha ribadito a chiare lettere la disponibilità del suo dicastero ad offrire un sito alternativo a quello del Divino Amore. Insomma, “faremo quello che ci viene chiesto, quando ci viene chiesto”. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha risposto dicendo che “ogni volta che sta per chiudere Malagrotta qualcuno all’improvviso fa il furbo o il finto tonto.  Per dirla in poche parole il governatore ha ritenuto la nota del ministero della Difesa “stravagante se non folle”. Un modo gentile per dire al ministro fatevi i fatti vostri, perchè c’è già un commissario con tanto di incarico. Anche questa risposta è difficile da comprendere, anche perchè questa ipotesi l’aveva lanciata anche Andrea Santoro, presidente del IX Municipio, dove si dovrebbe realizzare questa discarica. L’uso del congiuntivo  è d’obbligo visto  che proprio nel mese di marzo,  l’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini, relativamente all’ipotesi di una discarica sulla Laurentina, invitò Goffredo Sottile ad astenersi dall’identificare discariche di qualsiasi tipo.
Mica sarà stato fatto tutto questo rumore per nulla? Secondo Clini il commissario non aveva neppure il mandato per cercare una nuova discarica. Anzi nel decreto gli obiettivi erano altri: “Raccolta differenziata, recupero, trattamento dei rifiuti, recupero della frazione organica, valorizzazione energetica”.
In sintesi il ministro puntualizzava: “nel nostro lavoro non abbiamo individuato l’esigenza di  nuove discariche”.
Ma non solo. Clini aggiungeva pure che una discarica non sarebbe  servita nemmeno per quel 20% di scarto dopo la lavorazione del Tmb, ovvero il trattamento meccanico biologico. Ma allora? Forse abbiamo sbagliato tematica. Niente affatto, altrimenti i cittadini anti discarica che da giorni presidiano il chilometro quindicesimo dell’Ardeatina dove dovrebbe sorgere il sito in questione,  non avrebbe senso di esistere. Invece c’è, l’aria che tira è pessima, anzi puzza e potrebbe puzzare ulteriormente, ammesso e concesso che anche la puzza non diventi un segreto di stato.

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