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Napolitano nomina 4 senatori a vita. E’ polemica

ROMA – Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano nomina quattro senatori a vita e scoppia la polemica. Il maestro Claudio Abbado, 80 anni, la scienziata Elena Cattaneo, 51 anni, l’architetto Renzo Piano, 76 anni, e il fisico premio Nobel Carlo Rubbia, 79 anni, sono una scelta che Pdl, Lega e M5S non hanno affatto gradito.

Favorevole, invece, il partito democratico che ha accolto positivamente le nuove nomine. Napolitano, dal canto, suo, ha fatto intendere che i neo senatori “sapranno dare un contributo all’attività del Parlamento  in assoluta indipendenza da ogni condizionamento politico di parte”.

Insomma, per  il Presidente della Repubblica questo è “un segno di serena continuità istituzionale”  che andrebbe a colmare i vuoti tristemente determinatisi, “nel breve giro di un anno, nelle fila dei senatori a vita di nomina presidenziale”. “Sempre convinto delle ragioni – ha precisato il Capo dello Stato – che indussero i padri costituenti a prevedere quella speciale presenza nel Senato della Repubblica e ad attribuire quella facoltà al Presidente della Repubblica, ho raccolto elementi di giudizio e compiuto passi discreti per attribuire i quattro seggi di senatore a vita rimasti vacanti. E nel rispetto delle valutazioni e degli orientamenti cui, nell’esercizio della facoltà prevista dall’art. 59 della Costituzione, si sono di volta in volta variamente attenuti i diversi miei predecessori, ho questa volta teso in modo particolare a compiere scelte – spiega ancora il presidente – che riprendessero i criteri ispiratori delle nomine effettuate in prima istanza dal Presidente Luigi Einaudi”.
Tuttavia, le motivazioni non hanno convinto tutti. Il Pdl si è detto contrario,  anche perchè tra la rosa dei nomi non è apparso quello di Silvio Berlusconi, come ha fatto notare Daniela Santanchè. 
Per Enrico Letta le nomine dei nuovi sentori a vita suonerebbero come “il segnale dell’impegno dell’Italia a recuperare il tempo perduto nella ricerca e ad invertire la tendenza. È un messaggio di grandissima
speranza per il Paese”, ha aggiunto il premier.
“Una scelta indiscutibile”, afferma il segretario del Pd Guglielmo Epifani. “Si tratta di persone che hanno dato grande prestigio all’Italia”.

Tuttavia la polemica non nasce solo sulla scelta dei nomi, ma soprattutto sull’utilità di nominare 4 nuove figure istituzionali che di fatto comportano ulteriori spese per le casse dello Stato. La Lega Nord non ha dubbi. “La carica di senatore a vita andrebbe abolita”, specie in questo frangente di crisi economica. E poi una frecciata arriva dal deputato Maurizio Bianconi.: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Restiamo in fervida attesa di un voto determinante nel quale i cinque senatori a vita, creati da re Giorgio, saranno determinanti per la sconfitta del centrodestra e di Berlusconi. Proprio di ben in meglio”.
E sbotta anche il Movimento 5 Stelle che si batte sugli sprechi da sempre. “Saranno stipendiati a vita senza essere stati eletti da nessuno. Saranno i lacchè delle larghe intese? Faccio un invito ai neo senatori a vita: decurtatevi lo stipendio e versate le eccedenze sul conto statale per il fondo di finanziamento alle imprese su cui versano le loro eccedenze. Sarebbe un buon inizio”, ha detto Alberto Airola, senatore del M5S.
Insomma, la domanda rimane sospesa. Serviva davvero nominare quattro senatori a vita? Per molti i problemi del Paese sono ben altri.

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